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mercoledì 20 novembre 2013

Il ponte di Rosello

A cura di Mario Grimaldi



Cerchiamo un po di Storia... La nostra Sassari ne ha tanta da raccontare.   

                             


IL PONTE DI ROSELLO per la Storia e .... nella storia. 




Venerdì 12 Ottobre 1934 (OTTANT'ANNI or sono, non poi così tanti) poco prima di mezzogiorno arrivò a Sassari, dove tutte le vie erano imbandierate e dove fu accolto da un imponente raduno di gente il Principe ereditario Umberto di Savoia. Alloggio al palazzo del Governo dove incontrò tutte le autorità. Il Principe rese omaggio, deponendo una corona, alla lapide dei caduti di guerra, collocata nell'atrio del Palazzo di Governo stesso, alle ore 15,30 visitò la caserma Lamarmora, e subito dopo il museo Sanna; alle 16 inaugurò la nuova sede dell' Istituto Superiore di Medicina e Veterinaria insieme al Presidente della Provincia Lare Marghinotti; alle 16,30 si recò in visita presso la Fondazione Brigata Sassari; alle 17 parti per Osilo, dove si esibirono popolani in costume tradizionale sardo; alle 18,45 fu di ritorno al Palazzo di Governo per poi assistere, alle ore 22 alla serata musicale presso il Politeama Verdi. Il 13 ottobre, dopo le ore 7 visito a P.Torres la Basilica di San Gavino, e rientrato a Sassari venne accolto dal Vescovo Monsignor Mazzotti nella cattedrale.

Il 13 ottobre del 1934 alle ore 9 il Principe ereditario inaugurò la grande realizzazione del ponte di Rosello, che fu una fra le monumentali opere pubbliche realizzate nella nostra città; erano Presenti, con il grande ufficiale comm. Lare Marghinotti (Pres. della Provincia), il Podestà Gavino Sussarello, Il Conte Arborio Mella di Sant'Elia /Colonnello e Gran Maestro della corona alla corte Reale, Senatore del Regno/ e altre Autorità ed una folla imponente.
Marghinotti porse il saluto ufficiale al Principe di Savoia. In quel giorno festoso la folla occupava tutta la vallata. Il vero e proprio collaudo avvenne quel giorno, quando numerosi autocarri transitarono sul ponte e vi si radunò una folla enorme. Sua Altezza si soffermò a osservare i lavori salutando gli operai, alle finestre delle abitazioni attorno erano esposte e sventolavano bandiere tricolori.
L'opera, decorativa integrata al contesto circostante, innalzandosi come una protezione sull' antica fonte dl Rosello, collega la città con il popoloso quartiere di Baddimanna / Monte Rosello, tagliando in due la Valle. Prima si attraversava la Vallata di R. percorrendo oltre mezzo Km di strada disagiata. Il Ponte venne definito allora "IL PIU' AUDACE DI EUROPA"; questo viadotto littorio, come venne definito allora, era alto 23 metri sul fondo valle al pilastro più alto, con una campata di 30 metri, 152 m. di lunghezza e 12 di larghezza, compresi i marciapiedi; le caratteristiche ringhiere erano intervallate da sei fasci littori ricoperti di lamiera; L'illuminazione era costituita da quattro antenne alte 16 metri.
Realizzato con cemento armato ad alta resistenza, venne costruito a Cantilevet e cioè a navate ben equilibrate, e rappreseta ancor oggi una importantissima opera pubblica. La costruzione fu eseguita dall'ingegner Tullio Serra (allo stesso ingegnere si deve anche la costruzione del teatro Verdi). Il viadotto poi denominato Ponte Rosello, è amato dai sassaresi per la sua storia e per la sua bellezza architettonica; ma esso richiama anche ricordi drammatici di dolore ed afflizione per le morti suicide. Interne generazioni hanno percorso la sua strada , con i fardelli della loro "STORIA". Non occorre ricordare l'importante ruolo che questo ponte ha svolto nell'offrire anche lo avvantaggiarsi dello sviluppo economico grazie all'agile collegamento con i centri della Flumenargia e dell'Anglona.