giovedì 13 novembre 2014

Sassari - foto - collage.



A CURA DI: Mario Grimaldi



Dall'Album  " SCORCI E TETTI"



Foto 1): Scorcio panoramico della città con i moderni quartieri che si dilatano attorno al nucleo antico
dell'abitato.

Foto 2): La settecentesca facciata del Duomo che spicca esuberante nel suo fastoso barocco spagnolo nel modesto contesto della città vecchia.
Foto 3): L'imponente palazzo della Provincia, della fine dell'ottocento, affacciato alla bella e vasta Piazza d'Italia.
Foto 4): Il grattacielo che domina Piazza Cavallino de Honestis, centro dell'animazione della città.




martedì 11 novembre 2014

PILLOLE MEDIEVALI /introduzione anteprima/


   



Avendo constatato l’interesse di molti rivolto a quella parte della storia relativa al medio evo, abbiamo deciso di creare questa rubrica. Fermo restando l’intento di limitare la storia alla città di Sassari e naturalmente alla Sardegna tutta, spesso è necessario fare riferimenti, sopratutto per quanto riguarda le figure, gli usi e le consuetudini, il modus vivendi, alle attività di tutto ii mondo vissuto di allora. (Ecco perché nasce questo spazio):

Il medio-evo - periodo storico che va dall’antichità all’età moderna, il cui inizio, da taluni storici, è fissato alla caduta dell’impero romano, conseguente alla detronizzazione di Romolo Augustolo (476) e la cui fine all’ anno della scoperta dell’America (1492).. Sembra che la dizione precisa Medio sia stata coniata nella seconda metà del secolo XVII° dal tedesco Cellarius, ma termini come media età (media aetas) venivano già usati all’inizio del secolo XVI°. Si tratta comunque di quella oscura età della storia caratterizzata dall’imbarbarimento dei costumi, dalla faticosa fusione dei popoli barbarici provenienti da oriente e settentrione con l’elemento romano preesistente, dall’anarchia politica e dalle incessanti guerre.





domenica 9 novembre 2014

LA BORGHESIA.

A cura di : Mario Grimaldi

ANCHE LA NOSTRA SASSARI - CITTA' MEDIOEVALE:
LA BORGHESIA PROTAGONISTA DELLA RINASCITA DELLA CITTA'



In un economia più libera nasce la borghesia.

Con lo sviluppo dell'economia cittadina(XI°sec.)acquistò forza un nuovo ceto sociale, fatto di mercanti, artigiani, medici, notai, giudici, proprietari di botteghe o di manifatture (nate soprattutto con la ripresa economica per produrre beni sempre più richiesti: tessuti, abiti, armi, vasellame, gioielli etc. etc.
Questa nuova classe sociale era la borghesia, e " borghesi" furono detti coloro che ne facevano parte. Facile intuire che il nome deriva dalla parola "borgo" e cioè un raggruppamento di abitazioni situate fuori dalla prima cerchia delle mura cittadine, dove spesso fissavano le loro abitazioni questi nuovi ceti, almeno agli inizi della loro attività.
I borghesi stavano nelle città perché, per guadagnarsi da vivere, avevano bisogno della libertà di commerciare e di viaggiare e di essere esclusi da tutte le tasse e gli obblighi che sovrani e feudatari imponevano sui loro . Inoltre la società cittadina, a differenza di quella feudale, era molto vivace e mobile. Nel feudo nessuno poteva cambiare il destino che la nascita gli aveva riservato, se non diventando un religioso; invece in città artigiani, mercanti, medici, proprietari di botteghe e manifatture e così via potevano diventare ricchi e importanti.


=== @/M.G.====

giovedì 30 ottobre 2014

AUTONOLEGGIO.

A CURA DI  Lino  Augias


Via Roma, nei pressi della casa della famiglia Ciccotti e della sua grande amica,  abitava la mia cara nonna paterna Giovanna.
La Signora Ciccotti, grande mamma dei numerosi fratelli Ciccotti, è stata la prima che ha impiantato un'attività di noleggio ad ore delle vetture senza autista; esse venivano consegnate con il pieno di benzina e pronte per il viaggio.  Era un'attività importata direttamente da Napoli, luogo di nascita della Signora, e quindi novità assoluta per la Sassari di quei tempi, infatti ebbe un grande successo.



mercoledì 29 ottobre 2014

"LI ZAPPADORI" SASSARI



A cura di WEBMASTER (da un post di Mario Grimaldi)



FIAMMIFERO




A CURA DI Mario Grimaldi


Ecco un altra figura sassarese, forse da molti oggi dimenticato e dai più giovani, forse, mai sentito nominare.



 

FIAMMIFERO: era molto popolare in tutti i rioni del centro storico sassarese (specialmente nelle zone di San Donato, Sant'Apollinare e San Sisto)..  Era considerato quasi un amico dai sassaresi poichè era molto servizievole  e si adattava ad eseguire anche i più umilianti servizi, l'importante era riuscir a guadagnare qualche lira. Era una delle figure popolari di allora, in quelle zone del  centro, tanto da non  non passare, sicuramente,  inosservato e lo dimostra il fatto che anche Antonio Saba lo ha  ritenuto meritevole di attenzione  a tal punto da immortalarlo in  un suo disegno sul giornale  la GAITA e nel dedicargli anche un sonetto del quale ne conosciamo l'esistenza ma purtroppo non si riesce ad averne traccia. Un suo ricordo, però, ci è regalato dal bravo poeta  sassarese Cesarino Mastino in virtù della sua poesia in vernacolo  con la quale ne ha  definito un esauriente profilo.

DISEGNO di Antonio Saba          POESIA di Cesarino Mastino


IL GRAMMOFONO




A CURA DI Mario Grimaldi


"IL GRAMMOFONO"

In assenza delle orchestrine o del fisarmonicista "colmava" il pomeriggio di qualche giorno festivo, anche se non soddisfaceva a pieno i ballerini a causa del breve durata di ogni brano musicale che riproduceva. 

Certamente colui che, tra i primi, ne ha posseduto uno ha conseguito un notevole successo giacché, questa macchietta che regalava la musica da ballo, aveva suscitato una grande passione e un irrefrenabile voglia di sano divertimento negli animi dei nostri nonni e delle nostre nonne.
La sera si riunivano, in genere in casa del proprietario del meraviglioso marchingegno per sentire i canti e la musica; i vecchi e sopratutto i bambini, evidentemente molto incuriositi parevano scrutare ogni angolo della macchinetta per tentare. orse, di capire dove accidenti era nascosto l'omino che suonava e cantava.
L'orgoglioso possessore era indaffarato per fermare e avviare il piatto su cui operava continuamente i dischi. Sollevava con disarmante disinvoltura il pickup per sostituire le puntine, lo riabbassava dimorandolo con sicurezza sull'inizio del solco, stando, nel contempo però, ben vigile affinché nessuno si avvicinasse più di tanto a quella"miracolosa invenzione.
Miracolosa sopratutto per i giovanotti poiché quando suonava quel valzer galeotto avevano la irrinunciabile e felice occasione di poter cingere la vita, più che in qualsiasi altra occasione, della ragazza da corteggiare avvicinandosi in maniera, per allora, in altre circostanze disdicevole, più del normale.