A cura di Giuseppe Idile
Come promesso, altra storia di soprannomi sassaresi. Oggi è la volta di "E' pronto l'orologio". In tempo di guerra si fermavano le bombe, ma non gli INGIUGLI. La nostra Sassari aveva patito forse meno della vicina Cagliari, però si era fermata ugualmente. Non dimentichiamo che qualche fischio di bomba americana anche i Sassaresi lo sentirono. Molti cittadini durante la guerra erani IFFULLADI in campagna in quanto c’era meno rischio di bombardamenti, anche se dal 1943 in poi i rischi aumentarono notevolmente e tante attività chiusero i battenti perchè In città iniziava a regnare il terrore; qualcuno diceva chi l'Americani isciani da sottu terra. Resisteva Zuniari, lu Ridozzaggiu di Portha Sant’Antoni, accudiddu da un paese non precisato della Campania, parlava un dialetto sassarese misto al napoletano, e aveva la sua bottega artigiana in Corso Vico, difronte alla stazione. Credo che di cognome, ironia della sorte, facesse Guerra. Eravamo circa a metà maggio del 1943, quando un boato squarciò l’aria. Una bomba da 500 chili di tritolo, sganciata da un aereo americano che aveva precedentemente sorvolato la città, cadde sopra la stazione, distruggendola parzialmente e causando la morte di tre persone.


Continuò a cercare anche a casa, ma dell’orologio non si trovava più traccia e intanto il burbero continuava a tallonare tutti i giorni in negozio a chiedere... E’ pronto l’orologio…. E’ pronto l’orologio… finchè un giorno alcuni ragazzini di Sant’Elisabetta, Pizzinni pizzoni, presenti in negozio a chiedere un' offerta per la festa della madonna, assistettero alla solita scena del “E’ pronto l’orologio. Zuniari liquidò con pochi spiccioli i ragazzini e affrontò una volta per tutte lo spazientito burbero cliente; gli disse a chiare lettere: il suo orologio è stato smarrito, io provvederò a comprarne uno nuovo e la risarcirò, però non si presenti mai più in negozio con questo modo di fare che indispone, ricordando all’energumeno, che la chiusura del precedente laboratorio era dovuta agli eventi bellici e non a una fuga d'amore nei paesi felici. In seguito ala sfuriata di Zuniari, Il burbero, dopo aver attappaddu la janna, uscì dal negozio innervosito, indispettito e con passo svelto si avviò verso la stazione.
Intanto i ragazzini si erano radunati sotto i portici della casa daziale che, se non vado errando, aveva una stanza occupata dall’intergremio. Favoriti dalla copertura delle carrozze e dei cavalli in sosta nello spiazzo antistante, al passaggio del burbero li pizzinni pizzoni, iniziarono a urlare a ripetizione in segno di scherno “ E’ pronto l’orologio?? E’ pronto l’orologio???” Il malcapitato per un attimo si fermò stizzito e con faccia rabbiosa iniziò una sorta di rimprovero all'indirizzo dei ragazzini che nel frattempo se l’erano data a gambe, ma i carrozzieri iniziarono a ridere a zoccu e ridendo ridendo qualcuno ripetè anche la scomoda frase ( E' pronto l'orologio? ) E fu così che nei giorni a seguire iniziò a girare la voce che il tal dei tali si chiamava “E’ pronto l’orologio” Alla fine l’ingiugliu si spostò anche ai parenti, fratelli, sorelle figli e quant’altro. Quando si parlava di loro, si diceva… Chissi di …E’ pronto l’orologio. Probabilmente il Burbero rientrò in possesso del suo orologio, ma a quale prezzo? Con i soprannomi , Sassari non faceva sconti a nessuno.
Scritta da (Capitano - Giuseppe Idile) che si raccomanda di prendere i nomi a beneficio d'inventario perchè non è sicuro dell'esatezza, mentre la storia è vera ed è stata tramandata da suo padre ( nella foto alla stazione nel 1946 è il signore al centro) che l'ha vissuta realmente. Chi è sassarese sicuramente la conosce e si ricorderà del triste evento della bomba e della guerra.
Scritta da (Capitano - Giuseppe Idile) che si raccomanda di prendere i nomi a beneficio d'inventario perchè non è sicuro dell'esatezza, mentre la storia è vera ed è stata tramandata da suo padre ( nella foto alla stazione nel 1946 è il signore al centro) che l'ha vissuta realmente. Chi è sassarese sicuramente la conosce e si ricorderà del triste evento della bomba e della guerra.