Situata nel cortile o chiostro del convento-chiesa. Come sorgente appartiene alla stessa falda acquifera che alimenta quella delle Conce e di San Pietro di Sirki. Qui, molto probabilmente, il Giudice Mariano passava l'estate e
< si faguian venner sa abba intro de sa ecclesia et vi la faguian passare subra su carre, pro qui non podiat sufferrer su cardu>. Il BRILLADORE, come si vede oggi, venne costruito a spese del Comune nel 1611, restaurato nel 1613, 1618, 1619 e 1625.
Ecco un altro di quelli che fu un monumento idrico ornamento della nostra Sassari, oggi trasformato in un quasi volgare, mondezzaio, grazie alla poca sensibilità di chi vi dimora attorno e sopratutto grazie alla scarsa sensibilità e alla, pressochè, nulla presenza dell'istituzione civica La ,maleducazione e la mancanza di rispetto non ha limiti: Detto ciò e, mi scuso per lo sfogo, voglio ricordare che questa piazzetta è <Funtana del Villa> equivocamente chiamata <POZZO DI VILLA>, FORSE PER LA FRASE DEL FARA, CHE MISCHIò IL VOCABOLO: "Puteum" con quello di "funtanas". Fin dal sec. XIII perse la sua importanza. Solo nel 1828 il municipio ebbe l'idea di vuotare e pulire il celebre pozzo (oramai scomparso) Il Costa scrisse: "Ve n'eran tanti sparsi qua e là nella città antica: Erano di forma circolare ed avevano un metro di diametro. Il municipio li fece chiudere tutti nell'estate del 1904, e al loro posto appose una targhetta in marmo con la scritta <pozzo>". Così avvenne anche per la <funtana di Bidda>.
(la cosiddetta "funtana de Villa" faceva parte di una falda acquifera, che ribolliva sotto il massiccio calcareo sassarese e sgorgava in basso, tra una pega e l'altra del terreno, dalla amena valletta del Rosello alla dpressione del Campulongu(S.Maria) e di S. Pietro di Sirki. Sorgenti e fontane non impozzate. Sorgenti e fontane semilibere, parte anonime e parte con un nome più o meno magico, più o meno epico, più o meno totemico, sorgenti e fontane dove si abbeveravano uominin e bestie, domini e servi, regoli e vescovi, monache e frati, pisani e genovesi.
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Fontana delle Conce. Vasca (abbadorgiu) o lavatoio.L'acqua abbondante si perde negli orti de <<Lu Rennu>> . Nel muro risalta, su lapide, lo stemma del Comune (torre aragonese), affiancato da altri due irriconoscibili. Sottostante n altra iscrizione quasi del tutto corrosa.Sicuramente merita considerazione storica poiché, fin dalla nascita di Sassari ad oggi indica il tono politico cittadino come il Rosello: il Rosello, in veste signorile nobilitò i Sassaresi, questa fontana, in veste contadina, emblematiz-zò il mondo del "carraioli e acquaioli". Probabilmente al tempo del Giudice Mariano, eguarderi, la potente sorgente rigurgitava nei sotterranei della Concia (detta oggi dei fratelli Cossu), simili a terme naturali. Nel XVI sec..o forse anche prima, i sotterranei vennero adattati a conceria, che ha funzionato sino a qualche decennio fà. "Acqua <<de bonu sinnu>>" dove il giudice Mariano trascorreva l'inverno....
RITENIAMO SIA IMPORTANTE NON TRASCURARE LE SORGENTI, LE FONTANE E TUTTE LE ATTIVITA' GRAVITANTI INTORNO AL TERRITORIO SASSARESE PERCHE' E' INDUBBIO CHE LA NOSTRA CITTA' SIA STATA FONDATA E ABBIA PROGREDITO PROPRIO PER LA RICCHEZZA E LA GENEROSITA' DELLE FONTI DI PREZIOSISSIMO LIQUIDO CHE, COPIOSO, SGORGA INSTANCABIE, FIN DAI TEMPI DEI TEMPI. "L'ACQUA E' STORIA"....
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Acura di Tino Grindi |
Vedendo quella vasca, non fontana, in largo Brigata Sassari, della quale non voglio azzardare alcun commento, ma l’ho citata solo perché mi ricorda, quanto era ricca di acqua Sassari. Immaginate che nel 1.600 furono inventariate circa 500 sorgenti (*in tutto il territorio della città nel raggio di tre chilometri*). Vi cito alcune delle più famose: Eba ciara, Fontana di Bunnari, Fontana di falacodda, Fonte di Villa Sirchi, Fonte di Caniga, inoltre erano presenti tantissime dragonare: di lu Regnu vecciu, del Duca, di Suni, Dragonara di San Francesco, di Cugia e del Conte d’Ittiri, di Ardisson etc.
All’interno della Città poi vi erano numerosi pozzi, dei quali da poco, alcuni sono tornati alla luce dopo i lavori al centro storico: Pozzo di Villa, esistente da quando Sassari era un piccolo villaggio, Pozzo del Quartiere vecchio, Scala mala, Pozzo della Rogna (utilizzato esclusivamente per i malati di lebbra), Pozzo di Capo de Villa, alimentato dall’immensa dragonara che passava sotto il Castello, la quale alimentava anche il Rosello. Fonte questa alimentata soprattutto dall’Eba ciara. La fontana del Rosello fu sempre la prediletta dei Sassaresi, adesso molto meno, visto che non è abbastanza frequentata, anche se restaurata da poco tempo, direi anche abbastanza trascurata.
(*Il primo aprile 1982, apparve sulla Nuova Sardegna un mio intento provocatorio e scherzoso, vista anche la data: spostare la fontana all’Emiciclo Garibaldi, per farla godere nel nuovo spazio a migliaia di persone che ogni giorno vi transitavano. Naturalmente sarebbe stata alimentata dall’acqua di Pozzo di Rena, che mi ero riservato di citare in tale occasione.
Questa notizia apparsa sul giornale locale ha suscitato un intenso dibattito tra i pro e i contro allo spostamento, per mesi e mesi. Naturalmente non accadde niente di quanto proposto, ma si verificò una cosa più bella, cioè, tutto quel parlarne bene o male, incoraggiò l’Amministrazione comunale a predisporre un piano di restauro e recupero del meraviglioso monumento, abbeveratoio e l’intera area circostante *). Purtroppo, adesso mi pare che dopo tanto tempo dall’ultimo intervento, il sito abbia bisogno di un ulteriore messa in ordine, sopratutto in occasione dei lavori che si stanno eseguendo per la rotatoria del mercato. Sarebbe il caso di progettare un accesso più agevole, per far meglio godere La Fontana del Rosello, simbolo della Città, non solo ai turisti, ma a tutti i sassaresi. Magari allestendo un parco giochi per bambini, punto di ristoro e un giardino dotato delle tradizionali panchine, dove giovani e anziani ne possano beneficiare. Non guasterebbe anche qualche bella serata estiva musicale o delle rappresentazioni teatrali.
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A cura di Antonio Carta
Dal 1974 al 1975, ho abitato in corso Vittorio Emanuele, nel palazzo difronte alla chiesa di Sant'Andrea, un giorno trovandomi nella macelleria della carne di cavallo, si discuteva discuteva che a Sassari, ogni tanto mancava l'acqua della rete idrica, a un certo punto mi disse, a pensare che dove abito io, sotto il palazzo passa una dragonara, incuriosito, gli ho chiesto dove abitava, qua nel corso, dopo la spesa mi porto a vedere e sentire dove passava la dragonara, siamo entrati nel portone, abbiamo fatto una decina di metri e a seguire, trovai dei gradini, scesi i gradini mi disse apra quello sportello, aperto lo sportello sentivo il rumore dell'acqua che scorreva, le chiesi allora, ma non vi crea problemi alle strutture del palazzo, mi rispose no è stata incanalata non so dove, al momento della costruzione del palazzo. Ricordo che partendo dalla macelleria, in senso ascendete non era distante più di trenta metri. E poi fontane bellissime, come Funtana Gutierrez, fuori dalla cinta urbana,in località S.V. Monte Bianchinu, sita all'interno del complesso ricreativo e sportivo " Le Querce ". ( VII - IX secolo a. C.