mercoledì 27 agosto 2014

Don Carboni



A cura di: Sassari Storia

Ci parla di lui Capitano (al secolo Giuseppe Idile )

Un grande Sacerdote. Don Leonardo Carboni . Questo grande Don mi ha insegnato tante cose nella vita. Mi aveva anche aggregato al coro Di Santa Cecilia, come voce bianca. Avevo appena 8 anni. Cantavo in tutte le novene di Pasqua e di Natale. Mi aveva insegnato bene ad economizzare il fiato e gestire la voce. Mi diceva sempre che la cassa armonica della nostra voce è la bocca. Oggi come oggi ricordo ancora tutti i canti in latino. Mi ha dato tanto e io non sono riuscito a ricambiare. Lui è andato via che era ancora giovane. Un vero peccato. Ci ha lasciati tutti all'improvviso. Io a distanza di 35 anni lo ricordo così com'era. Devoto al signore e grande educatore di giovincelli scatenati quali eravamo noi. Ti voglio bene Don Leonardo e il mio ricordo di te è vivo dentro il mio cuore ancora oggi e non morirà mai.

























martedì 26 agosto 2014

Vecchi cacciattori



 A CURA DI: Mario Grimaldi 
Generalmente quando ci si figura un cacciatore lo si immagina di fustagno o velluto vestito con gli abiti intrisi dall'acre odore delllo 
"agliastro" e sopra la classica camicia a scacchi neri e verdastri un orribile corpetto pluritasche di colore verdastro o marroncino e spesso colorato da tinte mimetiche... il tutto creerebbe un immagine caratterizzata da scarsissima eleganza e molta praticità, forse oggi si..... 
Ma ai tempi dei nostri nonni l'abbigliamento elegante era ricercato in quei tempi, quando l'ars venandi era considerata , oltre che uno sport di elite, anche un occasione per ostentare una nobile eleganza.

giovedì 21 agosto 2014

ANNI 70



A CURA DI : Giovanna Sale






Divagazione estiva: un ricordo per tutti.




E allora rilassiamoci con questo richiamo ai ricordi  propostoci da Mario Grimaldi

mercoledì 20 agosto 2014

Foto antichi mestieri.



  1. A CURA DI: Tullio Moledda

Fonte cpeleonardo.it


Nel quadro dell'economia agropastorale cui si é fatto cenno, l'umile e talvolta anonimo lavoro degli artigiani sardi ha sempre rappresentato un'attività manuale pratica a larga diffusione, esercitata nei diversi settori con risultati spesso modesti e poco evidenti ma talvolta (e non raramente) anche brillanti e geniali; in ogni caso in grado di soddisfare le esigenze di lavoro avanzate da una folta manodopera. I primi manufatti prodotti in Sardegna nella notte dei tempi sono stati

gli strumenti da lavoro: per la caccia, la pesca e l'agricoltura.


Contenitori in giunco, asfodelo, canna, oggetti pratici di utilizzo quotidiano per quei tempi (divenuti oggi richiestissimi complementi di
arredamento) venivano realizzati dalle abili mani di esperti artigiani. Anche gli utensili di osso, corno, sughero, legno e pelle, decorati con
la punta del coltello, rappresentano un'altra valida testimonianza di artigianato artistico primordiale. L'artigianato sardo, comunque,
esprime le sue indiscutibili caratteristiche nella lavorazione dei metalli nobili quali l'oro e l'argento.
Inizio l'album con la foto di mio fratello Aldo Barbiere vecchio stampo la seconda salone bottega a Sassari ancora qualcuna si trova ancora a seguire il calzolaio , l'ombrellaio, impagliatore di sedie.

















Parleremo in seguito anche del Farmacista . Anche quel mestiere in un determinato periodo, era considerato un arte.

"Figga d'india fresca"!

     A CURA DI: Gianmarco Diana 



martedì 19 agosto 2014

DON GIUSEPPE GIORDANO APOSTOLI



A CURA DI: Su Mariane






GIORDANO APOSTOLI. Cav. Nobile. Barone don Giuseppe. Sassari 1838 .Roma 1927. Di don Domenico e Dorotea Apostoli fondatore della nuova Sardegna, proprietario del palazzo omonimo in piazza Italia e del parco di Monserrato.




Mario Grimaldi
"Giordano Apostoli Don Giuseppe, giornalista, deputato al Parlamento. Dopo aver conseguito la laurea in Legge, nel 1860 entro nell'amministrazione dello Stato come consigliere di prefettura. Nel 1863 fondò a Sassari un circolo degli impiegati. Per la sua preparazione fu notato dal Ministro Rattazzi che nel 1867 lo chiamo a far parte della commissione per lo studio della legge comunale e provinciale. Successivamente ebbe altri importanti incarichi. 
Nel 1876 si ritirò dalla carriera e si stabili a Roma dandosi alla politica. Fu eletto consigliere e assessore comunale della capitale; contemporaneamente svolse intensa attività giornalistica, mantenendo i suoi rapporti con la Sardegna dove fu eletto deputato dal 1880 al 1909, eletto tre volte nel collegio di Sassari e tre volte in quello di Alghero.
Nel 1882 fondo a Sassari il quotidiano < LA SARDEGNA >, - lontano dagli intransigenti di destra e di sinistra -, nel 1893 dovette vendere la tipografia a <LA NUOVA SARDEGNA>, a causa del grande successo del nuovo quotidiano. Redazione e tipografia erano ospitate al piano terra del lussuoso Palazzo Giordano, abitazione in stile veneziano in Piazza D'Italia, su progetto di Luigi Fasoli, riccamente decorata con affreschi dei pittori Massimiliano e Bilancioni. Costruita tra il 1877 e i primi anni ottanta, è stata definita da Enrico Costa la più bella di Sassari. 
Don Giuseppe nel 1909 fu nominato Senatore della Repubblica. 
Testimonianza della prima fase della sua attività politica è nel volume:
< L' Opera Parlamentare >, in realtà preparato in vista delle elezioni politiche del 1897". 

Ringrazio l'amico Su Mariane per aver fornito questo spunto di carattere storico su un personaggio Sassarese che, in termini culturali e politici, ha dato un notevole contributo alla Storia della nostra città. 

Grazie.