sabato 8 marzo 2014

La cioggaggiora



la mitica zia Peppa Masia (di Ossi) ha venduto di tutto all'angolo di via Turritana - via Brigata Sassari, sino alla veneranda età di quasi 95 anni! (dal gruppo "OSSI come eravamo" )


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giovedì 6 marzo 2014

CENNI STORICI SULL'OSPEDALE SASSARESE


Di: Mario Grimaldi

CENNI STORICI SULL'OSPEDALE SASSARESE: Le prime notizie storicamente certe dell'esistenza in Sardegna di ospedali sono connesse all'esistenza di xenodochi, ovvero ospizi per l'assistenza dei pellegrini voluti dalle prime comunità cristiane. Questi ospizi presto si trasformarono in ospedali quando il principio dell'assistenza agli ammalati entrò a far parte del patrimonio culturale comune.

Per SASSARI si ha notizia dell'esistenza di ospizi e lebbrosari nell'antica città di Torres fin dal secolo XII, affidati ai monaci di San Leonardo di Pisa (San Leonardo di Bosove) sotto la sovrintendenza dell'arcivescovo e dell'abate di Saccargia: Quando più tardi, SASSARI divenne la capitale del giudicato, accanto all'Episcopio fu aperto l'ospedale di Santa Croce o dell'Annunziata, posto sotto l'alta sorveglianza del Comune di Sassari che ne affidava l'amministrazione a consoli appositamente eletti (nei documenti del tempo venivano comunemente indicati come administratores et protectores hospitalis pauperum Sanctae Crucis): << scrive E. Costa " Gli affari venivano deliberati dal Consiglio Maggiore (della città), che nominava il personale del Pio Istituto, composto di un amministratore generale, dell'Economo o Procuratore, del Maggiordomo, dei medici e chirurghi e del capellano">>.

L'Ospedale, unitamente al lebbrosario, continuò a essere amministrato dal Comune fino al 1585, quando si decise di affidarlo ai Fatebenefratelli, che però furono costretti a lasciare nel 1601 dai consoli del Comune, pare << come scrive Manno "per non avere soddisfatto agli obblighi assunti con la città">>. 

Nel 1639, però, furono richiamati i Fatebenefratelli, anche perchè negli ultimi decenni l'Ospedale era andato scandalosamente decadendo (il Costa riferisce ancora che siccome L'Ospedale godeva del diritto d'asilo, "I delinquenti che vi si rifugiavano erano talmente cresciuti di numero che il pubblico, specialmente le donne, rifuggivano dal recarsi a visitare gli ammalati">>). 

Così il Comune affido loro (F)atebenefratelli) nuovamente la gestione dell'Ospedale e vi aggiunse anche la direzione del lebbrosario. I religiosi, pur tra mille difficoltà e mille gelosie, offrirono un servizio di grande qualità, soprattutto durante il periodo della grande peste del 1652 nella quale Sassari si ridusse ad avere 5000 abitanti, perdendone quasi 20 000. 

L'Ospedale in seguito continuò a svilupparsi e vi fu aperta anche una farmacia. Passata l'isola ai Savoia, nel 1768 l'Ospedale, pur rimanendo affidato ai religiosi, prese a essere seguito anche da una congregazione composta da eminenti cittadini. Nella seconda meta del Settecento l'edificio fu ampliato, venne dotato di una sala anatomica e fu posto sotto il controllo di medici di valore. 

Nel 1806 l'amministrazione tornò ai Fatebenefratelli che la tennero fino al 1820, quando l'istituto fu definitivamente affidato alla congregazione, che avviò la costruzione di un nuovo ospedale. Il (per allora) nuovo edificio realizzato per progetto dell' architetto Gaetano Berio, fu inaugurato nel 1849; il nuovo Ospedale mantenne la vecchia denominazione e pur tra mille difficoltà economiche prese a funzionare.

Per Sassari Storia - Mario Grimaldi




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domenica 9 febbraio 2014

COSA CI RACCONTA SASSARI DEL CARNEVALE.


  A cura di : Mario Grimaldi


COSA CI RACCONTA SASSARI DEL CARNEVALE.
Si potrebbe dire che Sassari è stata una città ... antesignana del ballo, perché , si apprende da E. Costa - la città stipendiava un maestro di ballo, chiamato dagli spagnoli <EL DANSADOR> , e si avrebbero di esso carte d’archivio fin dal 1590 -

Le famiglie dei nobili sassaresi che organizzavano balli per carnevale nelle loro lussuose abitazioni, richiedevano i servizi dei <maestri> per la preparazione delle copie per meglio superare le difficoltà dei balli non troppo facili, quali la -gavotta - e il - minuetto - Ma anche la popolazione di ranghi più bassi, naturalmente non nei palazzi che non avevano , ma all’esterno nelle vie centrali e piazze organizzavano i loro balli. 


E’ opportuno ricordare quanto scritto dal costa a proposito di lu carrasciari sassaresu: (((Fin dal giorno in cui apri gli occhi alla luce, Sassari festeggiò il carnevale e nessuna città dell’isola fu così pazza durante il tempo concesso dalla chiesa a questa baldoria mascherata o senza maschera. Il carnevale di Sassari fin dai tempi lontani è stato sempre gaio, veramente originale. Ai suoi piacevoli spassi prenderanno parte indistintamente tutti i cittadini, dal nobile al plebeo, dal ricco al povero. In Sassari non si eleggeva il re dei pazzi, come in Francia, ma si diventava matti per il re Giorgio, chiamato confidenzialmente Giogli. La maggiore importanza di un carnevale non consiste infatti nelle superbe mascherate, nei ricchi carri allegorici, nelle sfarzose cavalcate di cavalieri riccamente vestiti in costumi di diverse epoche, ma la nota veramente caratteristica e la vera originalità consistono nella partecipazione appassionata di tutta la cittadinanza al comune divertimento, poichè lo spirito carnevalesco invade invade ed eguaglia tutti. La nobiltà, sotto la maschera, non ha scrupolo di confondersi col popolo in piazza, come il popolo non ha ritegno di confondersi con la borghesia. )))    



giovedì 6 febbraio 2014

Sassaristoria Novità.

Cari amici, buona giornata a tutti, come avrete potuto notare, la nostra famiglia è notevolmente cresciuta. Grazie ala selezione operata dai nostri appassionati collaboratori,  i membri presenti in questo spazio sono tra i migliori che si possano trovare nel web . Anche qualche volta commettendo banali errori da principianti, noi cerchiamo di dare il meglio. Per questo motivo abbiamo aggiunto alcuni di voi (6 membri storici per l'esattezza)  nella gestione. Per loro espressa volontà resteranno anonimi e potrete comunque trovarli in qualità di  .....

OPPURE




COADIUVATI SEMPRE DALLA NOSTRA REDAZIONE.

UN CARO SALUTO  E .... AVANTI TUTTA CON LA STORIA.


sabato 1 febbraio 2014

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In questa città siamo diventati uomini e donne, qui vivono le nostre genti e vigono le nostre tradizioni,gli usi, le consuetudini e una lunga storia.
Molti di Noi, costretti alla lontananza, non possono non sospirare pensando alla nostra SASSARI; se pur cittadini di altre città, nel ricordo degli anni più gioiosi e spensierati della loro vita qui trascorsi, non possono ignorare il loro cuore ricco di palpiti che
li fa sentire vivi e che gli inorgoglisce delle Loro origini.
In questi ultimi decenni la nostra città è stata investita da mutamenti di grande portata che ne hanno modificato a fondo la fisionomia, il modo di vita e di lavoro nonché, inevitabilmente, la mentalità dei suoi abitanti.
E' intendimento di questa Amministrazione ripercorrere, insieme a Voi che ci arricchirete coi vostri contributi, i momenti più importanti della storia, della cultura e delle quotidianità cittadine. Il tentativo è, dunque, quello di individuare i più significativi elementi di rinnovamento che caratterizzano la sua situazione odierna non trascurando nel contempo quegli aspetti di continuità che la legano al suo passato; tutti gli argomenti, le testimonianze, la storia, i personaggi illustri e non, gli aneddoti gli avvenimenti, LE FOTO,etc etc.. costituiranno i segmenti necessari per il raggiungimento del suddetto scopo.....
L'Amministrazione si riserva la prerogativa di pubblicare i post più interessanti e confacenti allo scopo della pagina stessa nel BLOG in cantiere. Si riserva inoltre l'esclusivo diritto di non accettare post non inerenti o ritenuti inadeguati al rispetto della collettività e di disporne, dunque l'oscuramento. E' inoltre non ammessa l'utilizzazione di foto con impostazioni di Privacy limitate. Non si possono fare trattative pubbliche o private per il raggiungimento di scopi personali e tanto meno cercare di incrementare il numero delle proprie amicizie usufruendo dello spazio di questo gruppo. Tutto quanto pubblicato, dev'essere visibile a tutti i membri del gruppo.. Questo per evitare fastidiosi richiami e anche per evitare allegati non disponibili in bacheca. Evitate inoltre, ove è possibile, di tediare la bacheca, con tanti post nello spazio di poco tempo
QUESTE INFORMAZIONI SONO DA RITENERSI PROVVISORIE E SUSCETTIBILI DI MODIFICHE A ESCLUSIVO GIUDIZIO DELL'AMMINISTRATORE. GRAZIE PER L'ATTENZIONE.
VI AUGURIAMO UN SANO E RILASSANTE DIVERTIMENTO. 


martedì 28 gennaio 2014

SUPRAMONTE E BANDITISMO

A cura di Antonio Carta 

Pubblicato da 

Da una memoria di Antonio Carta in riferimento alla caccia dei latitanti Graziano Mesina e Miguel Atienza. (Rif. al post "un bricciolo di triste storia Sassarese" - di Mario Grimaldi).

Correva l’anno 1967, ed io svolgevo servizio nella polizia di stato, presso Genova, oramai da quattro anni; Il 26 giugno a seguito dell’evasione , dal carcere sassarese di S. Sebastiano, di Graziano Mesina in fuga congiunta col legionario Spagnolo Atienza, venni informato del mio imminente trasferimento in Sardegna e precisamente ad Abbasanta a mirata disposizione del Comando provinciale della Questura Nuorese. Alquanto eccitato per la ghiotta occasione che mi si presentava, quella di svolgere l’attività nella mia isola, il 29 giugno mi imbarcai dal porto di Genova, destinazione il porto Turritano dove ad attendermi vi era la mia amata Rosa (successivamente divenuta mia moglie) con la quale potei condividere solo pochi minuti di tranquillità per, poi ripartire da Porto Torres alla volta della nuova sede assegnatami (Abbasanta). Dopo qualche ora ero già a rapporto col comandante della squadriglia alla quale ero stato assegnato. Dopo i l colloquio di pragmatica, subito in armeria, dove mi vennero assegnate le armi speciali (pistola “Mascin” e fucile di precisione con cannocchiale “Malingher”. L’avventura continuò con una “barbosa” giornata dedicata alla tattica ed alle istruzioni del caso relativo al servizio di squadriglia, e fino al 2 del mese di luglio quando inizio la vera e propria missione di squadra partendo - al calar della sera - dalla sede in direzione supramonte di Orgosolo alla ricerca dei due latitanti; eravamo a conoscenza che tra loro ed una nostra pattuglia, che ci aveva preceduto, vi era stato un conflitto a fuoco in occasione del quale persero la vita due colleghi (CIAULA E INGRASSIA) ed un terzo fu ritrovato in stato confusionale. Era inevitabile che gli interventi di controllo venissero intensificati, ma l’esito non fu positivo, nessuna traccia della “primula”. Però fu trovato il corpo senza vita dello spagnolo Atienza all’interno di due sacchi (macabra notizia, ma che per onorare la veridicità della storia occorre riferire: al cadavere mancava una parte della faccia).Le voci che circolavano e le sensazioni erano quelle che ad ucciderlo fosse stato proprio Graziano, in conseguenza di quel conflitto al fuoco in occasione del quale persero la vita due poliziotti , e che pare fosse stato proprio ingaggiato dallo spagnolo all’insaputa e contro le indicazioni di Grazianeddu che si sapeva esser contrario ai conflitti a fuoco con le forze dell’ordine. I giorni, i mesi, scorsero velocemente senza aver trovato alcuna traccia di Graziano, fino a quando si costitui ad una pattuglia della “Polizia Stradale” per la quale fu facile compito trarlo in arresto. Un arresto, a dispetto dell’ impegno della nostra squadriglia speciale che aveva lavorato sodo in quel supramonte. Non ne abbiamo la certezza, ma correva voce che offrirono la somma di 100 milioni di lire da destinare alla madre del bandito in cambio della sua “resa”. 



NELLA FOTO A CORNICE DEL POST, IL NOSTRO AMICO ANTONIO CARTA.
Grazie per l'attenzione.