domenica 30 agosto 2015

Ricodi d'estate.... La colonia marina.











A CURA DI Mario Grimaldi


RICORDI D'ESTATE:

Di quella estate era per molti anche tempo di colonia. 
Non solo le parrocchie, per i bambini meno abbienti, ma anche le amministrazioni pubbliche e le grosse aziende, ogni stagione estiva organizzavano per i figli dei loro dipendenti quelle colonie estive destinate, in strutture organizzate e ben vigilate da professionisti attenti, ad ospitare i giovani villeggianti. 
In genere si trattava di trascorrere una quindicina di giorni in località balneari ed, allora ecco questi piccoli con capellino, attrezzati di rastrello, secchiello, paletta e annaffiatoio intenti nella costruzione di un castello di sabbia che, forse in molti casi, avrebbe voluto rappresentare i sogni per il loro futuro.
Il ruolo di vigilante attenta spettava ad una carina signorina (generalmente si preferivano delle giovani maestrine che durante il periodo scolastico avevano svolto il tirocinio presso le scuole elementari..... (Chi non ricorda le Signorine del tirocinio che spesso presenziavano in aula portando un aria di gradita e festosa novità e gradito diversivo tra i nostri banchi!).....




















IL GELATAIO






A CURA DI   Mario Grimaldi




Noi da bambini(nel primo pomeriggio svegliavamo l'omino dei gelati appena appisolatosi sopraffatto dal caldo ma anche dal lavoro, che anche se non lo sembrava doveva esser abbastanza faticoso... e vediamo perché) - 
Era d' estate , il sapore estivo di allora possiamo ancora gustarlo con il ricordo di questo personaggio che con le sue apparizioni fugaci e periodiche ha lasciato un ricordo, ancor oggi, vivo e piacevole: portava a noi bambini di allora, nelle ricorrenze delle grandi festività, ma anche nell'ordinarietà delle comuni giornate trascorse nella calura cittadina a passeggio per le vie , un gradito refrigerio sotto forma di cono da farcire con i più disparati gusti di quelle bontà tanto apprezzate e che per gustarle, ci costringevamo anche a lunghe file (con le venti lire in mano).
I bimbi erano, infatti gli avventori più affezionati e fedeli, tutti, anche i più poveri riuscivano ad avere dai genitori qualche soldino per potersi comperare il gelato. Arrivavamo presso il carrettino di corsa, agitando in aria le monetine tenute strette tra il pollice e l'indice e , ordinato il gelato " tutto crema" o "crema e
cioccolato" o "solo cioccolato", restavamo li fermi in trepida attesa, seguendo con apprensione la paletta, sempre avara a nostro giudizio, che riversava nel cono o nella coppetta di cartone la "celestiale" manna.
La preziosa merce era contenuta in due o più (a seconda di quanti gusti erano disponibili per la somministrazione) sorbettiere che altro non erano che recipienti di rame allogati negli appositi spazi del piccolo e bianco carretto entro buche cilindriche, dalle pareti rivestite di sughero pressato. Tra le pareti interne di queste e quelle esterne delle sorbettiere correva tutt'intorno del vuoto, a mo di intercapedine, che veniva riempito di ghiaccio tritato e sale; un sacco di iuta ben attorcigliato ne sigillava l'orlo, isolando il ghiaccio dalla temperatura esterna e ritardandone così la liquefazione.
Sulla parte libera del piano del carrettino faceva spicco un - porta coni - di vetro e, quando era in atto.... lo smercio, il coperchio di ottone cromato di una delle sorbettiere; in basso, invece, sul lato che dava verso il sellino del triciclo, si apriva una piccola nicchietta quale dimora della scatola contenente
la scorta dei coni....
FASCINO BAMBINO....
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giovedì 13 agosto 2015

SASSARI - Stalattiti definite uniche al mondo.




Un luogo non molto conosciuto di Sassari conservava e celava un segreto che pare lo renda unico al mondo. Si tratta di una galleria : un tunnel stretto che si snoda sotto terra, per oltre quattro Km., partendo da dietro la palazzina liberty, presso il vecchio acquedotto di Sassari, fino ad arrivare al bacino artificiale di Bunnari (strada per Osilo). Codesta galleria scavata, dall'uomo, intorno alla seconda metà del XIX secolo è stata oggetto di studio da parte dei ricercatori che hanno studiato la genesi di alcune piccole concrezioni subacquee fino ad ora conosciute.


Laura Sanna (dell' Istituto di Biometereologia del C.N.R. di Sassari e speleologa del G.S.A.S.) insieme al collega Paolo Forti (dell'Istituto Italiano di Speleologia di Bologna) hanno rivelato che questi particolari speleotemi si sviluppano dal basso verso l'alto in presenza di bolle stazionarie di gas; queste piccole sacche d'aria sono il prodotto della decomposizione di materia organica che col tempo si è depositata sul fondo della conduttura.


La brava Archeologa LAURA SANNA, intervistata ha chiaramente fornito altre preziose informazioni sul sito e come è nata la sua scoperta scientifica ( Le notizie di sotto riportate sono state apprese dalla rubrica omaggio "FARMACIA DINAMICA"):


<<< ""La galleria è lunga circa 4.200 metri ed è divisa in due parti: il primo tratto di 2.250 metri è compreso tra Viale Adua e la stazione di pompaggio nella valle dei Ciclamini;il secondo segmento dopo una serie di curve collega questo punto e Bunnari. L'accesso è possibile dalla palazzina dell'Acquedotto; l'ingresso dalla parte di Bunnari è inaccessibile a causa della vegetazione. Il tunnel serviva a portare l'acqua dal bacino artificiale di Bunnari all'acquedotto realizzato a monte del nucleo storico della città.


Il tunnel venne scavato tra il 1874 e il 1880 e rappresentava un opera pubblica molto attesa dai sassaresi. La cittadinanza aveva un grosso problema di approvvigionamento idrico, che dipendeva dalle fontane storiche e non garantiva la necessaria salubrità. La galleria e la diga del Bunnari, inaugurata il 15 agosto del 1880 , rappresentarono una svolta storica. Purtroppo in nostri antenati scoprirono subito che l'infiltrazione di sostanze organiche dovute alla presenza di pascoli e fabbriche di lino inquinava l'acqua di Bunnari.


La scoperta di una falda acquifera lungo il percorso della galleria e l'esecuzione di nuovi lavori pubblici risolsero il problema nel 1932. E' incredibile che diversi decenni dopo i sassaresi abbiano deciso di realizzare la discarica a Calancoi, proprio sopra il tunnel. In più in tutta l'area, come nel resto dell'agro di Sassari, si è registrata un'urbanizzazione diffusa: non sappiamo quante case abbiano le fosse settiche a norma. Anche questo è un problema per la salubrità delle numerose falde acquifere della zona.


La scoperta di questi speciali speleotemi (Uno speleotema - in greco, "deposito in grotta" - è un deposito minerale secondario formatosi in una grotta), è avvenuta allorchè la brava archeologa ha visitato la grotta allo scopo di condurre una ricerca su come fosse cambiata la concentrazione di CO2 nell'area urbana di Sassari negli ultimi cento anni e, quindi, gli speleotemi delle cavità artificiali sono ottimi archivi delle condizioni ambientali del passato.


Grazie a questi sopralluoghi abbiamo trovato, continua Laura Sanna, degli ulteriori elementi di interesse: a circa metà del tunnel, in una pozza vicino a una frattura nella roccia da cui fuoriesce dell'acqua, abbiamo trovato dei concrezionamenti subacquei. A prima vista sembrano dei piccoli vulcani alti tra i 2 e i 5 centimetri con un diametro massimo di 1,5 centimetri. Si tratta di stalattiti che crescono sul pavimento e che sono alimentate da una gocciolina di gas. Dopo averle studiate a fondo, abbiamo deciso di chiamarle <anti-stalattiti subacquee.


Il risultato di questa ricerca è stato pubblicato sulla rivista nazionale Hypogea in occasione del Congresso internazionale sulle Cavità Artificiali che si è svolto a Roma lo scorso marzo 2015.


LE CONDIZIONI IN CUI VERSA LA CAVITA', PURTROPPO, NE RENDONO IMPOSSIBILE LA FRUIZIONE AL PUBBLICO ... E' GIA' UN PRIMO PASSO CONOSCERNE L'ESISTENZA E LA STORIA, PERCHE' CI RICORDA CONTINUAMENTE QUANTO SIA PRECARIO IL RAPPORTO TRA L'UOMO E LE SUE FONTI PRIMARIE DI SOSTENTAMENTO."">>>


lunedì 3 agosto 2015

RICORDI DI ALLORA: " LI CANDARERI"




A CURA DI:  Mario Grimaldi






<LA FESTHA MANNA>

 “Non c’è un sassarese che d’agosto non senta un tempo nuovo maturare e col tempo, il gusto, una sete di godersi la vita per le strade. E adesso era Ferragosto, i Candelieri, la Festa Manna. 
Un nostro concittadino (poteva essere ognuno di noi) saliva contro corrente, lungo il Corso affollato di gente che andava in qua e in la, accaldata e sorridente, frenetica non appena un tamburo da un angolo a dal fondo dell’imbuto che pareva il Corso a quell’ora faceva vibrare le finestre e oscillare i drappi, le cortine, i tappeti esposti sui davanzali. Benito (chiameremo così il nostro amico e concittadino) saliva dunque, innamorato di quella gente e di quel chiasso di pifferi e tamburi, attento a scorgere se in alto si vedesse la fiamma del candeliere più antico. Lungo il Corso, oltre il palazzo di Città coi balconi bardati come puledri e le guardie in montura sul portone, la gente diventava folla, siepe umana addensata ai lati, contro le vetrine di Spillo, di Dallay, del Bar Peru, di Bonino, di Trombelli e, più in alto del vecchio Margelli, contro le vetrine della Ditta Rossetti <casa fondata nel 1870>. Il suono dei pifferi , il rullo dei tamburi dal Largo Cavallotti si ampliava in Piazza Azuni, si gonfiava come se il vento suonasse nelle canne o sui cuoi consunti, come se gli stendardi verdi rossi gialli e i cappelli degli obrieri, le code delle redingote e persino l’elsa delle spade dei Viandanti e dei Carrolanti fossero anch’esse piene di musica, di un vento aspro e forte degli umori degli orti delle vigne dei giardini.I Candelieri avanzavano fra l’ondeggiare delle frasche e il dipanarsi dei festoni azzurri rosa verdi e gialli inchiodati ai Candelieri dipinti e traballanti portati a spalla da squadre di giovani frenetici che marciavano al ritmo del tamburo e del piffero, incrociando il passo, ruotando ora a destra ora a sinistra, più avanti più indietro, in alto, in basso, in ginocchio, fino al ballo più importante dinnanzi al balcone dal quale il sindaco irraggiungibile e irreale agitava la mano in un saluto che si perdeva tra i fumi e i vapori di tutta quella agitazione. Scendevano come ogni anno verso il grano dei Massai, verso gli ulivi cerulei e le mole dei frantoi di Godimondo e di Via La Cona, verso il grigio verde del letame, che profuma fin dalla soglia di Santa Maria di Bethlem. Benito gli andava incontro estasiato, coi sensi aperti a quelle fragranze ,a quelle voci, a quei suoni ch’erano il passato e il presente della sua città.



venerdì 17 luglio 2015

Avvicinarsi al traguardo dell'adolescenza.











A CURA DI:  Mario Grimaldi




SFOGLIARE L'ALBUM DEI RICORDI.

Ritornando ai tempi della nostra adolescenza, non con nostalgia ma con gaio ricordo, sembra impossibile che siano passati tanti anni; non dimenticherò mai tutti questi bravi ragazzi (purtroppo qualcuno non è più con noi) con i quali ogni qualvolta ci rincontriamo, rievochiamo quei tempi felici ; pare che il tempo si sia fermato a quei giorni di spensieratezza quando con eccezionale ottimismo, che tutti pervadeva, programmavamo ogni uno il proprio futuro. Per qualcuno il "Volli, sempre volli, fortissimamente volli" pare abbia funzionato, per altri no!, ma l'affetto e l'amicizia sono rimasti immutati assieme alla stima che allora ci legavano.
Una curiosità: notiamo dietro il gruppo in posa per la foto di fine anno, delle studentesse che incedono con i loro grembiuli rigorosamente, per le ragazze, imposti dai regolamenti della scuola. Ahimè allora di minigonne manco se ne parlava e neanche col pensiero si poteva osare tanto.
N.B. (comunque è anche immortalato un altro nostro oggetto del desiderio - LA MITICA VESPA - LA 1100 FIAT OPPURE LA BALILLA - 

BUON FINE SETTIMANA
(@mariogrimaldi)










lunedì 13 luglio 2015

COLONIA ESTIVA..... UN TEMPO!







A CURA DI: Mario Grimaldi
RICORDI D' Estate.
Di quella estate era per molti anche tempo di colonia. 
Non solo le parrocchie, per i bambini meno abbienti, ma anche le amministrazioni pubbliche e le grosse aziende, ogni stagione estiva organizzavano per i figli dei loro dipendenti quelle colonie estive destinate, in strutture organizzate e ben vigilate da professionisti attenti, ad ospitare i giovani villeggianti. 
I
n genere si trattava di trascorrere una quindicina di giorni in località balneari ed, allora ecco questi piccoli con capellino, attrezzati di rastrello, secchiello, paletta e annaffiatoio intenti nella costruzione di un castello di sabbia che, forse in molti casi, avrebbe voluto rappresentare i sogni per il loro futuro.
Il ruolo di vigilante attenta spettava ad una carina signorina (generalmente si preferivano delle giovani maestrine che durante il periodo scolastico avevano svolto il tirocinio presso le scuole elementari..... (Chi non ricorda le Signorine del tirocinio che spesso presenziavano in aula portando un aria di gradita
festosa novità e gradito diversivo tra i nostri banchi!).....


domenica 5 luglio 2015

Galantuomini di altri tempi




A CURA DI Anna Andry  e Mario Grimaldi.


Nella foto  (a destra del monitor) il Sig. Menin Andry - un uomo di spiccata moralità, un campione nello sport e  campione nella vita -, ritratto, al termine di una battuta di caccia, insieme al suo inseparabile Amico Sig. Pompeo Solinas - anch’egli . uomo stimato e molto noto in città.
Il fascino ammaliante di questa foto che ci riporta con i ricordi al secolo scorso, ispira sicuramente una malinconica ma piacevole analisi del bel vivere di quei tempi non molto lontani e da molti di noi vissuti, ma che ci sembrano "Antichi".
Spesso ci aggrappiamo alla convinzione che tutto ciò che è stato. possa ancora ritornare ad essere e che il tutto possa durare per sempre, così cominciamo subito, con noi stessi, un rapporto di parole, di sogni, di voli segreti.
Tutti noi abbiamo scritto, nella nostra vita, pagine e pagine di racconti, di avventure di viaggi e di conoscenza, ed è dunque per questo che ognuno riconosce i valori che lo caratterizzano ed è capace di vivere la propria vita anche in funzione di quel meraviglioso, inebriante, divino rapporto sentimentale che lega il presente al passato.....    Ecco cosa é la STORIA.
Per Sassari Storia
M.G.