domenica 21 settembre 2014

"LA STORIA APPARTIENE A TUTTI"

A CURA di Mario Grimaldi

La storia non è fatta solo dalle guerre, dagli intrighi,dagli uomini illustri, dagli eroi, dai nobili, dal clero, dai condottieri, dai principi e dai re, ma anche da piccoli aneddoti e ricordi di cui ognuno di Noi si è arricchito nel corso della vita. Ricordare, dunque, anche episodi insignificanti dei nostri trascorsi ci rende più consapevoli del fatto che "non si vive soli" ma anche e soprattutto si vive in mezzo agli altri. Sono gli intrecci delle esperienze di tutti che "costruiscono" la storia dell'umanità. 
A volte guardare un immagine, che come in questo caso, ci ricorda un mezzo di trasporto, quale la Vespa, che ha fatto epoca, ci fa riflettere e ci rende orgogliosi nel poter dire: c'ero anch'io....

"ET DEINDE"

sabato 20 settembre 2014

Rassegna Arte Sacra

Da non perdere - 27, 28, 29 settembre 2015
Un post-invito di Alessandro Ponzeletti.
"Lunedì 29 settembre alle ore 19.30 a San Michele di Plaiano, in occasione dei festeggiamenti nell'abbazia romanica, si terrà la presentazione del volume "Platamona 1951-2014 - Nascita e declino", scritto con la preziosa collaborazione di Sara Depaolini (capitoli dell'ambiente e del possibile rilancio con proposte progettuali) e di Nino Tavera (ricerche d'immagini d'epoca e di documentazione d'archivio)



COMBATTENTI DELLA GRANDE GUERRA 15 - 18









                                           
A CURA DI Antonio Tolu

Sono foto di ex combattenti sassaresi della Grande Guerra (15-18), in divisa da internati. Sono stati fatti prigionieri nella disfatta di Caporetto e rinchiusi nel campo di prigionia di Wittemberg, ove vi rimasero per circa 1 o 2 anni. Ho certezza che sono rientrati a Sassari tutti sani e salvi. I loro nomi:

1- PASCHINO Antonio, sul retro: Via S. Apollinare nr. 18 (SS). "Ricordo di
Wittemberg - 1918 GERMANIA";

2- USAI Gavino, sul retro: via Moscatello - Vicolo chiuso, (SS), “un ricordo di
Wittemberg - 1918 – Germania";

3- Vito TAVERA, sul retro: “ il sacrificio per la patria, vittima del tradimento,
Caporetto - Michele Oppo. Wittemberg 30 ottobre 1917-gennaio 1919".
Costui appare il più giovane del gruppo, potrebbe essere uno di quei ragazzi
del ‘99 o ‘900.- non è riportato nessun indirizzo.

4- OGGIANO Federico, sul retro: Via Maddalena nr. 60 (SS) SARDEGNA, con la
dedica. “Dedico al caro compagno OPPO Francesco questa memoria ricordando il
tempo trascorso in Germania - Wittemberg 15-11-1918".

Sono entrato in possesso di queste foto, vecchie di quasi un secolo, in occasione della richiesta di riconoscimento come ex combattente di mio nonno materno FADDA Giovanni Maria, classe 1888, anche lui caduto in mano del nemico austro ungarico insieme ai sopra citati (OGGIANO, USAI, PASCHINO, TAVERA), e a OPPO Francesco di Ghilarza. Le foto mi sono state concesse dai parenti del combattente OPPO per dimostrare alle autorità competenti il lungo periodo di prigionia trascorso da mio nonno a Wittemberg. Il paradosso è stato che mio nonno, in un primo momento era stato dichiarato DISERTORE,?!?!?!?!?! e condannato a 7 anni di prigione per essere poi riabilitato (1921).
Non so se tutti questi ex combattenti appartenevano al 152° Reggimento Battaglione Fanteria di Sassari, mio nonno SI.
In due foto si può leggere (in basso a SX) il numero assegnato loro al momento dell’ingresso sul campo di prigionia e riportato da tutti sul petto. Lo si può leggere in retrospettiva con uno specchio.


giovedì 18 settembre 2014

Don Simone Deliperi - Sassari -


A CURA DI: Mario Grimaldi.




La  discendenza  dei DELIPERI può esser tracciata a partire da Vincenzo e Simone (germani), che vissero nella prima meta del millecinquecento, ognuno di essi fu l'iniziatore dei due rami nei quali si divise la famiglia.
I due fratelli che diedero origine alle due genealogie erano Simone e Vincenzo:
SIMONE che fu giurato in Sassari nel 1537 era padre di due figli, il primo si chiamava Francesco che sposò una De La Bronda (la discendenza di questo si estinse nel diciassettesimo secolo); il secondo era Simone II sposato con una Paliacio. I suoi discendenti furono fregiati del cavalierato ereditario nel 1559 e ottennero la nobiltà nel 1600. Durante lo scorrere dei secoli costituirono altri rami, vivendo principalmente a Sassari, in quel di Bonorva ma anche in altri paesi.

VINCENZO il suo ramo fu il primo di quelli feudali familiari.; ebbe un altro figlio che si chiamava, anch'esso Vincenzo (i discendenti di questo si trasferirono a Cagliari e vi rimasero fino alla morte dell'ultimo col quale si estinse il ceppo). 
Il secondo era Andrea che fu l'iniziatore dei DELIPERI GODIANO.
Il terzo, Giovanni che rimase a Sassari (nel 1599 cavaliere e nel 1600 nobile); uno dei suoi figli chiamato Cristoforo sposò una CASTELVì' , ereditò la baronia di Sorso ma la sua discendenza si estinse nella prima metà del secolo diciassettesimo. 
Allora il ramo discendente da VINCENZO, durante il corrente sec. XVII , si arrogò il diritto della successione scatenando una intricata vertenza giudiziaria. Andrea continuò a risiedere a Sassari e i uoi nipoti nel 1630 ottennero il riconoscimento del titolo nobiliare: da uno di loro, quel Gavino, si ebbe la discendenza diretta di MARIA TERESA (era ricchissima), che nel 1789 ebbe in possesso il marchesato di Busachi., feudo che venne acquistato per la somma di 66.000 scudi sardi; versò in contanti la metà dell'importo ma dopo alcuni anni non fu più in grado di onorare le successive rate ed il fisco reale provvide all'avio dell'iter per la confisca del tutto. Ma la marchesa , che nel frattempo era convolata a nozze con Stefano Ledà, ebbe a resistere nel giudizio finché, nel 1800 raggiunse un accordo con il quale cedette al fisco una parte del feudo:
(Dovette cedere Fordongianus e Villanova Truschedu ma conservò il titolo e Busachi).






mercoledì 10 settembre 2014

Ogni angolo ci racconta un po di Storia.


A CURA DI: Mario Grimaldi


La nevicata del 56 a Sassari in Largo Cavallotti. 

  
Sassari vicolo Filippo Massidda


"ALLA SCOPERTA DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA"

A Cura di Tino Grindi


"ALLA SCOPERTA DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA"
Dopo il successo registrato lo scorso anno con le sei passeggiate nel centro storico guidate dall’architetto Vico Mossa e le cinque visite al museo “Sanna” illustrate dalla dottoressa Fulvia Lo Schiavo, sovrintendente ai Beni archeologici, nei giorni scorsi ho proposto ai sassaresi la “scoperta” del Palazzo della Provincia: sono state offerte due possibil...ità, nelle mattinate di domenica 16 e domenica 23 febbraio, parlo del 1995.
È stato così possibile far conoscere, oltre alla storia del Palazzo, bellissima quinta che delimita la piazza facendo pendant col Palazzo Giordano, il mirabile salone dello Sciuti, così detto per gli affreschi che vi ha dipinse il pittore catanese Giuseppe Sciuti.
Le visite sono state organizzate grazie alla gentile disponibilità del presidente dell’Amministrazione provinciale onorevole Pietro Soddu e sono state illustrate con la consueta e riconosciuta competenza dal professor Manlio Brigaglia.
Tutti coloro che sono convenuti al palazzo, ed erano ben numerosi, hanno potuto godere la vista delle preziose opere che questo conserva, in particolare la sfarzosità del Salone dello Sciuti e il dettaglio degli affreschi: momenti della storia d’Italia in epoca romana e nel Medio Evo, la lotta tra il Papato e l’Impero, le Crociate, i Comuni e, infine, l’ingresso trionfale a Roma di Vittorio Emanuele II, dietro il quale si intravedono il fumaiolo di una locomotiva e un filo intorno a una figura femminile che rappresenta l’Italia, quasi a significare la nuova era dei trasporti ferroviari e del telegrafo.
Altri dipinti presenti nel salone presentano la storia della Sardegna nei periodi cartaginese, romano, medioevale e moderno; vengono poi quelli dedicati a figure allegoriche quali la Giustizia, la Verità, la Fortuna, la Fama, la Sapienza, la Forza, la Civiltà, la Barbarie, la Libertà e la Schiavitù.
Né si possono dimenticare gli imponenti dipinti posti all’inizio e alla fine del Salone per ricordare due importanti momenti della storia di Sassari: la firma della Convenzione del 1294 fra Sassari e Genova con la quale nacque la repubblica sassarese e l’ingresso a Sassari di Giovanni Maria Angioy nel 1796.
I sassaresi che, accogliendo l’invito, sono convenuti nel palazzo, hanno potuto ammirare oltre a questo salone, alcune altre sale ricche di decorazioni e dipinti di famosi pittori nazionali dell’Ottocento, oltre ai magnifici arredi realizzati negli stabilimenti della rinomata falegnameria Clemente in occasione della visita del 1899 dei sovrani Umberto e Margherita.
Un patrimonio prezioso che ha destato autentica meraviglia non solo in chi non aveva mai avuto l’occasione di visitarlo ma anche in coloro che lo avevano già fatto; e questo è dovuto alla sapiente e dettagliata illustrazione fatta dal professor Brigaglia.




lunedì 8 settembre 2014

Sassari / La cultura nel periodo del fascismo (testimonianze)

Da Mario Grimaldi




Foto I: gruppo dii giovani fascisti alla pineta comunale (che sarebbe diventata poi colonia IX Maggio nel rione di Monte Rosello di Sassari; nella data del ix maggio 1936 il duce proclamò la fondazione dell'impero).

Foto II: Inaugurazione delle scuole elementari di San Giuseppe in Sassari avvenuta il 28 ottobre del 1936 (la scuola, insieme alle trentaquattro aule, vantava una bella palestra "MENS SANA IN CORPORE SANO" e un rassicurante muro di recinzione).

Foto III: Sassari, Via Roma, una sfilata di fascisti della milizia( negli anni trenta, nella nostra città, la sede della milizia era tra Via Roma e Piazza Conte di Moriana, nel palazzo ove attualmente è ospitata la Facoltà di Lettere in una struttura solida e massiccia che vuol rappresentare un esempio di architettura fascista).



Da Capitano
Un documento abbastanza raro. Il periodo era quello del fascio. La pagella è quella di mia mamma.






Da Tullio Moledda