sabato 15 marzo 2014

Antichi mestieri: "IL FABBRO"


A cura di : Mario Grimaldi







  • Sassari Storia Amministrazione Oggi tutto cambiato, egoisticamente potremo dire per sfortuna, ma realisticamente essendo favorevoli al progresso e ai suoi nuovi mezzi di produzione industriale dobbiamo necessariamente dire: meglio così... anche se con poca convinzione soggettiva....
    21 ore fa · Mi piace · 6
  • Lelle Rubino Mio nonno mastru rubino era il fabbro dei lavoratori essendo a santa Maria io da piccolo andavo a girare la forgiare nonno mastru con il ferro rosso dal fuoco modellata
    20 ore fa · Mi piace · 3
  • Tonina Chessa ciao Mario in una pagina ho visto pietro e quello che conoscevo quando eravamo ragazzi
    20 ore fa · Mi piace · 2
  • Mario Grimaldi Tonina Chessa : se intendi Pietro Riva la risposta è SI , era il mio amico inseparabile assieme a Mario Casu, GianniPintus, Masino Marchio, Tommaso Derudas (ricordi Tommaso il grande ballerino che ha insegnato a tutti noi a ballare in maniera magistrale la marcetta ed il rok), l'immancabile Tullio Moledda ed l poveri cari amici scomparsi Franco Fancellu e Mario Vacca!!!!! Abbiamo fatto la storia anche Noi... ahahahah! e guarda - poi lo cancelleremo - l'immagine qui di sotto è la nostra saletta da ballo..... (spero gli amministratori ci scusino per questa breve divagazione, ma concederà anche a noi di ricordare , almeno una volta le nostre goliardiche gesta!!! Nell'ambito studentesco, d'altronde a Sassari in quel periodo abbiamo fatto un po di "storia"... eravamo conosciuti come "I MAGNIFICI DIECI"... ahahahahah 
    ////naturalmente questa è la saletta, dove allora Noi ballavamo, un pò diversa, infatti è stata completamente ristrutturata.. oggi ospita un circolo culturale del quale è presidente sempre lo stesso padrone e cioè il nostro amico Mario Casu/////. 
    Se qualcuno volesse sapere di più di questo sito, potrà andare a ritroso nella pagina, ho già parlato di questi ambienti specificandone il ruolo storico economico che hanno avuto nella nostra citta: si trattava di un vecchio mulino (il post è corredato di diverse foto).

    19 ore fa · Mi piace · 5
  • Sassari Storia Amministrazione ma si anche questi sono bei ricordi che fanno parte della storia delle nostre generazioni!
    18 ore fa · Mi piace · 6
  • Tonina Chessa grazie mi sono emozionata lo so Mario abita li ha restaurato tutto mi ha fatto molto piaccere vedere pietro cosa fa se la passa bene ora ti saluto ciao
  • Tullio Moledda Mario mi fai venire la malinconia bei ricordi puro e sano divertimento all'ora si che ci si divertiva con niente e quanti biscotti le ragazze ci hanno dato ahahahha
  • Rita Pintus Tullio non ti cridiu cussi pizzinnu pizzoni.
    16 ore fa · Mi piace · 4
  • Tullio Moledda Andare con Mario si impara a zoppicare scherzo ahahhaha
  • Pietro Riva Grazie ..... Mario... si c'ero anchio tra i protagosti ?:p:p
  • Pietro Riva Si chiamava grinfild forse lo scritto male il nome sicuro lo diede f.fancellu ??
  • Mario Grimaldi No Mario Casu, era innamorato di quel omonimo brano musicale!
  • Capitano Musica Grandi. Io sono della generazione seguente. Ma le salette le ho conosciute. Erano davvero una bella cosa . Un modo per aggregarsi, stare insieme. Nascevano le complicità, le amicizie gli amori. Altri tempi. Erami umbè affarrdori ma a la fini dill'affarraddoggiu ...divintavami tutti amigghi. I giovani d'oggi fanno tutto in maniera diversa. Si mettono in competizione per motivi diversi. Forse l' interesse economico... chissà.
    12 ore fa · Mi piace · 6
  • Antonio Angius Alcuni nomi di fabbri:SORO E CADDIA,PRETTI,MASTHRU LUIGINU PIRINU,MONDUCCIO LU FRERAGGIU GHI VERA IN S.SISTHU,NOCCE.
  • Graziella Floris mio padre era frairaggiu
  • Andrea Fancellu mastru Nigola, su frailarzu de sa 'idda mia (anni '30)

sabato 8 marzo 2014

La cioggaggiora



la mitica zia Peppa Masia (di Ossi) ha venduto di tutto all'angolo di via Turritana - via Brigata Sassari, sino alla veneranda età di quasi 95 anni! (dal gruppo "OSSI come eravamo" )


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giovedì 6 marzo 2014

CENNI STORICI SULL'OSPEDALE SASSARESE


Di: Mario Grimaldi

CENNI STORICI SULL'OSPEDALE SASSARESE: Le prime notizie storicamente certe dell'esistenza in Sardegna di ospedali sono connesse all'esistenza di xenodochi, ovvero ospizi per l'assistenza dei pellegrini voluti dalle prime comunità cristiane. Questi ospizi presto si trasformarono in ospedali quando il principio dell'assistenza agli ammalati entrò a far parte del patrimonio culturale comune.

Per SASSARI si ha notizia dell'esistenza di ospizi e lebbrosari nell'antica città di Torres fin dal secolo XII, affidati ai monaci di San Leonardo di Pisa (San Leonardo di Bosove) sotto la sovrintendenza dell'arcivescovo e dell'abate di Saccargia: Quando più tardi, SASSARI divenne la capitale del giudicato, accanto all'Episcopio fu aperto l'ospedale di Santa Croce o dell'Annunziata, posto sotto l'alta sorveglianza del Comune di Sassari che ne affidava l'amministrazione a consoli appositamente eletti (nei documenti del tempo venivano comunemente indicati come administratores et protectores hospitalis pauperum Sanctae Crucis): << scrive E. Costa " Gli affari venivano deliberati dal Consiglio Maggiore (della città), che nominava il personale del Pio Istituto, composto di un amministratore generale, dell'Economo o Procuratore, del Maggiordomo, dei medici e chirurghi e del capellano">>.

L'Ospedale, unitamente al lebbrosario, continuò a essere amministrato dal Comune fino al 1585, quando si decise di affidarlo ai Fatebenefratelli, che però furono costretti a lasciare nel 1601 dai consoli del Comune, pare << come scrive Manno "per non avere soddisfatto agli obblighi assunti con la città">>. 

Nel 1639, però, furono richiamati i Fatebenefratelli, anche perchè negli ultimi decenni l'Ospedale era andato scandalosamente decadendo (il Costa riferisce ancora che siccome L'Ospedale godeva del diritto d'asilo, "I delinquenti che vi si rifugiavano erano talmente cresciuti di numero che il pubblico, specialmente le donne, rifuggivano dal recarsi a visitare gli ammalati">>). 

Così il Comune affido loro (F)atebenefratelli) nuovamente la gestione dell'Ospedale e vi aggiunse anche la direzione del lebbrosario. I religiosi, pur tra mille difficoltà e mille gelosie, offrirono un servizio di grande qualità, soprattutto durante il periodo della grande peste del 1652 nella quale Sassari si ridusse ad avere 5000 abitanti, perdendone quasi 20 000. 

L'Ospedale in seguito continuò a svilupparsi e vi fu aperta anche una farmacia. Passata l'isola ai Savoia, nel 1768 l'Ospedale, pur rimanendo affidato ai religiosi, prese a essere seguito anche da una congregazione composta da eminenti cittadini. Nella seconda meta del Settecento l'edificio fu ampliato, venne dotato di una sala anatomica e fu posto sotto il controllo di medici di valore. 

Nel 1806 l'amministrazione tornò ai Fatebenefratelli che la tennero fino al 1820, quando l'istituto fu definitivamente affidato alla congregazione, che avviò la costruzione di un nuovo ospedale. Il (per allora) nuovo edificio realizzato per progetto dell' architetto Gaetano Berio, fu inaugurato nel 1849; il nuovo Ospedale mantenne la vecchia denominazione e pur tra mille difficoltà economiche prese a funzionare.

Per Sassari Storia - Mario Grimaldi




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