domenica 6 ottobre 2013

Chiesa di Sant'Agostino


                                         La Chiesa di Sant'Agostino

A cura di  Mario Grimaldi

NON SI PUO' FARE A MENO DI TRATTARE LA STORIA ANCHE FACENDO RIFERIMENTO AI GIOIELLI ECCLESIASTICI CHE SONO PARTE INTEGRANTE DELLE EVOLUZIONI SOCIALI DELLA NOSTRA CITTA'. OGGETTO DI STUDIO PER MOLTI STORICI, OCCASIONE DI ESPRIMERE LA VENA POETICA DI MOLTI NOSTRI CONCITTADINI E COMUNQUE MINIERE DA CUI ESTRARRE INFORMAZIONI INDISPENSABILI PER RICOSTRUIRE I VARI PASSAGGI DELLE NOSTRE CULTURE, DELLE NOSTRE ORIGINI.
"<Come tante altre chiese fuori le mura, quella di sant'Agostino è fra le più antiche di Sassari. Annovera più di cinque secoli. Ma a detta di molti esperti fu costruita male, se già nel 1604 era crollata e fu necessario riedificarla col contributo della città. E' all'interno stilisticamente interessante con due delle cappelle laterali(quella della Madonna del Rosario e quella di Nostra Signora di Buon Cammino) che, inoltrandosi in profondità, danno alla chiesa quasi l'impressione di uno schema a croce greca (unica della città). 
Si sa che i frati Agostiniani possedevano vasti orti fuori le mura, dove sorge la chiesa, e che la trasformazione di questi orti ebbe una parte importante nello sviluppo della città quando, nate le concerie, sorse nella zona il primo quartiere operaio(siamo intorno al tardo ottocento) della città e forse dell'intera isola."



Monumenti demoliti


A cura di Giuseppe Idini, Lino Augias e Giuseppe Idile (Capitano) per la parte grafica. 









ANTICHE CHIESE DI SASSARI NON PIU' ESISTENTI PERCHE' DISTRUTTE O DEMOLITE.


Oltre alle più note Santa Caterina demolita nel 1853, San Giuseppe (S. Rocco) demolita per la costruzione dell'edificio dell'Università, San Biagio demolita nel 1926-27, a Sassari esistevano diverse chiese che per varie ragioni sono distrutte o demolite.

Voglio ricordarne alcune-Chiesa dello SPIRITO SANTO, tra l'Episcopio e porta Utzeri, volgarmente conosciuta con il nome di Sant'Andrea, da non confondere con la chiesa sita in corso Vittorio Emanuele fatta costruire successivamente da Vico Guidoni.

N.S. di LORETO - Porta di Macello (locale attualmente utilizzato da un Bar).

SAN BARTOLOMEO, chiamata successivamente San Carlo dal nome della confraternita alla quale venne concessa (nelle vicinanze di via S. Carlo).

SANTA CROCE, vicino all'attuale seminario, demolita nel 1824. E' verosimile che prima del 1492 gli ebrei che erano a Sassari vi avessero la loro sinagoga e che dopo la loro espulsione sia stata consacrata al rito cristiano e dedicata alla S. Croce.

SAN SEBASTIANO, chiesa degli inquisitori, costruita dal 1602 al 1606, situata tra Piazza Tola, Via Cesare Battisti e Via San Leonardo. In questa chiesa la Città fece Voto per la peste nell'anno 1652.

SAN PAOLO, annessa al convento degli Scolopi ( via Sebastiano Satta), distrutta nel 1870.

N.S. DELLA MISERICORDIA, era situata a sx della porta S. Antonio,verso "Carrera Longa", demolita nel 1759.

SANT'ANNA, Presso la fontana delle conce - demolita nel 1890.

SANT'ELIGIO (Sant'Alò), era in vicinanza di quella di S. Anna.

SAN LAZZARO, "lo Spano la colloca nel sito vicino a Porta Utzeri, dov'è l'acqua della Rogna"; il Sisco sospettò che fosse in vicinanza di San Pietro e colse nel segno.

LA VERGINE DEL REGNO, situata nel "Regnu" vicino alla Reggia dove ebbero stanza i Giudici e dove morì nel 1235 Ubaldo Visconti ( primo marito di Adelasia di Torres),
tra la fontana delle conce e San Pietro.




Servizio di ricerca grafica a cura di Giuseppe Idile ( CAPITANO) per Sassari Storia






San Biagio - Opera  di Andrea Lusso del 1613 - Restauro dell'opera  eseguito a Sassari.


Particolare della tomba degli Aridsson.  Le persone che chiedono cibo, in fila . Sullo sfondo i muri  della chiesa di San Biagio e il cancello d'ingresso   dell'azienda Ardisson.


Lino Augias

In riferimento alla richiesta di Giuseppe Idile (Capitano) sulla Chiesa di Santa Caterina, non avendo foto posto una piccola recensione e il disegno della suddetta. Nel 1278 l'Arcivescovo Dorgodorio istituì 5 Parrocchie, tra le quali Santa Caterina, assegnando a ciascuna degli appezzamenti di terreno per la rendita necessaria alle Chiese.


Per Santa Caterina vennero concesse delle terre in regione Mascari. L'architettura era di origine pisana e sul fronte vi era un rosone simile a quello esistente a Santa Maria, mentre nel portone di ingresso era stata ricavata una nicchia con la statua della Santa; Il campanile a colonnine era di stile lombardo. La chiesa di Santa Caterina era frequentata prevalentemente dalla nobiltà sassarese, ed aveva al suo interno molte tombe patrizie. Come risulta dagli Statuti del 1294, nella Chiesa i Podestà davano udienza al popolo e il Municipio vi teneva le riunioni, annunciate da squilli di tromba e suoni di campane. Dopo il trasferimento a Gesù Maria (attuale Santa Caterina), nel 1853 avvenne la demolizione, che terminò nel 1856.



San Lazzaro era un ospedale per lebbrosi situato nelle vicinanza di S. Pietro, in regione "Lu Regnu". Esso fu fondato dall'ordine degli "spedalieri di S. Leonardo di Stagno" verso il 1143; nel 1628 le monache Isabelline chiesero di ritirarsi in esso; prima di quell'anno vi risiedettero le monache di S. Chiara. Risulta che nel 1638 i Padri Osservanti vi celebravano messa. Nel 1673 quest'ordine si unì a quello dell'Annunziata; nel 1701 questo ospedale venne aggregato a quello di S. Croce. nello stesso sito, intorno al 1702 esisteva la chiesetta annessa all'ospedale, che fu distrutta nel 1790.


 Il quadro di S. Lazzaro, che esisteva già al tempo dell'ospedale dei lebbrosi, fu poi ritirato da quello di S. Croce fino al 1848, anno in cui fu trasportato presso l'ospedale civile di Piazza Fiume.


sabato 5 ottobre 2013

Monte d'accoddi



Il Museo di Sassari Sanna, ha nel suo interno una delle più importanti collezioni di reperti nuragici e di archeologia neolitica della Sardegna. La civiltà nuragica, si sviluppò i in Sardegna fra l'età del Ferro e quella del Bronzo, lasciandoci, come testimonianza, delle singolari torri megalitiche coniche, chiamate appunto NURAGHI.
A poca distanza dalla città, ci sono degli scavi prenuragici: Il sito in questione è quello di Monte d'Accoddi.
A quanto pare le idicazioni di scavare in quella zona provennero direttamente dal Ministro dell'Istruzione, all'epoca Antonio Segni ; Grazie al suo intuito, sono stati trovati dei reperti di inestimabile valore: dei templi simili allo stile mesopotamico; si presume a tutt'oggi che a realizzare i templi si stato per volontà di Uruk, che era un sacerdote assiro / babilonese, che approdò sulle coste sarde. Chiaramente apriamo il dibattito su questo tema alla ricerca di nuove testimonianze e materiale relativo al Sito.
Buona serata. (SAMUELE)



Città

LA CITTA'

     Uno dei problemi emergenti dei primi del secolo scorso in Sardegna è stato quello relativo allo sviluppo delle città e delle aree urbane. L'interesse degli studiosi e dei politici era rivolto prevalentemente alle zone interne, al sottosviluppo delle aree rurali e all'arretratezza dell'agricoltura e della pastorizia, visti come importanti fattori di quella generale situazione di disagio economico-sociale che caratterizza storicamente la cosiddetta questione sarda e che, ancor oggi, affligge l'isola. 
    In città come SASSARI (e Cagliari) si sono manifestati e si manifestano ancora dei fenomeni negativi che sono tipici dei grandi centri urbani: uno sviluppo edilizio disordinato, prodotto di una incontrollata speculazione e della mancanza di piani urbanistici più razionali; un aumento sempre più progressivo del traffico con pesanti conseguenze anche di ordine ecologico; un accelerato DEGRADO DEI CENTRI STORICI, sempre più invisibili e in abbandono; un continuo peggioramento della qualità della vita, soprattutto per le crescenti difficoltà nell'uso degli apparati amministrativi; una progressiva diffusione della criminalità e della droga, ma anche della povertà, della disoccupazione, del malessere sociale. La Causa? mah!


Suonatori di cornamuse in Largo Macao

Chiesa - Latte dolce



La chiesetta del "LATTE DOLCE"


Non sono molti, ormai, ad avere, a Sassari, ricordi precisi di quando il Latte Dolce era una chiesetta immersa nella campagna, accessibile soltanto attraverso un viottolo. Vi si svolgevano pellegrinaggi che per la durata ed il carattere del percorso, erano veri e propri atti di mortificazione. Soprattutto in ottobre dalla città si partiva all'alba per giungere alla chiesetta campestre in tempo per la prima Messa in modo che si potesse esser di ritorno per l'ora del lavoro.


Questi pellegrinaggi erano tanto più caratteristici in quanto vi partecipavano (recandosi a piedi) le gestanti o le madri che avevano partorito da poco, specialmente quelle che avevano qualche difficoltà per l'allattamento: si rivolgevano all'effigie di Nostra Signora del Latte Dolce, appunto mentre allatta Gesù, una singolare immagine in tutta la Sardegna ove raramente la Madonna è effigiata con tanta umanità. L'affresco, rinvenuto casualmente in mezzo ai rovi e tra le rovine di quella che probabilmente fu la chiesetta campestre più antica di Sassari (o almeno quella di cui si hanno più vecchie notizie), è ritenuto da allora miracoloso e venerato soprattutto dalle giovani madri.


Ora la chiesetta, ricostruita attorno a quella reliquia pittorica, è immersa, non più nella queta campagna del "MONTE", bensì in uno dei più frastornati ammassi di cemento armato del popolare quartiere, ma continua a mantenere la sua antica dignità tra palazzoni quasi tutti fatti in serie.








venerdì 4 ottobre 2013

Un salto nel passato









A cura di Tino Grindi

Ogni tanto credo che faccia bene rivangare il passato di questa città, e raccontare com’era, un tempo non molto lontano, la nostra Sassari. Chi ha vissuto gli anni ’50, potrà rinverdire i ricordi, chi invece non li ha vissuti, recepire curiosità di allora e farne paragone col presente.
Per esempio in quel periodo, nel dopoguerra, quando la città ha cominciato a rivivere, sono stati aperti molti negozi di varie attività commerciali. Tutto si svolgeva all’interno del centro storico e vie della città ottocentesca. Queste iniziative erano tutte di buon auspicio per il settore terziario, infatti, la città aumentava il ritmo di vita vivacizzando le vie storiche, note per il commercio: Via Rosello, Corso Vittorio Emanuele, Via Università, Corso Trinità, Via Turritana etc. Un fatto curioso si aggiungeva a queste iniziative; molte di queste attività, anziché nei magazzini, erano svolte all’interno dei portoni: calzolai, piccole attività commerciali, vendita di giornaletti, riparatrici di calze di nailon, etc. La mia famiglia ad esempio, aveva aperto un negozio di frutta e verdura in Via Turritana, nel portone di casa nostra; ricordo ancora da bambino, che si lavorava abbastanza, anzi una curiosità che posso raccontarvi, si lavorava di più quando il negozio era chiuso di quando era aperto. Infatti, i clienti, sapendo che abitavamo sopra il negozio, a tutte le ore potevano acquistare con grande comodità.
Una categoria in particolare che solitamente svolgeva la propria attività nei portoni erano i fiorai: di solito allestivano il loro negozio in ampi e bei portoni della zona ottocentesca, famosissimo quello sotto i Portici Crispo. I negozianti pagavano l’affitto dell’androne e anche del giardino interno, che fungeva da magazzino e serra, inoltre in controparte offrivano una portineria e custodia.
Questi spazi erano tenuti sempre lindi e puliti e naturalmente profumati.
Gli inquilini che vi abitavano dovevano essere senz’altro contenti di avere nel portone tale bella attività floreale. Altri di questi fiorai, che io ricordi, si trovavano in Piazza Rosario, Corso Vittorio Emanuele e addirittura, tre, nella sola via Brigata Sassari.

Concludo questo breve e significativo ricordo, dei negozi nei portoni a Sassari, perché anche questi, hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia della città di un tempo.

Tino Grindi

Foto collezione Mario Dessena





venerdì 9 agosto 2013

Sassari - Pierre Niorth


A cura di Mario Grimaldi

Buon giorno Sassari Storia, buon giorno amici, dopo qualche giorno di forzata assenza, ho il piacere di ritrovarvi. Invece non ho trovato un post di un amico o amica pubblicato qualche giorno fà... Un post che ricordava l'avventurosa vita di un personaggio molto noto e caro a molti sassaresi che intorno agli anni 50/60 hanno vissuto nella nostra città, si chiama va Pierre Niort più noto come "ZIO PIERO LU FRANZESU, ricordo che una amica ha accennato ad un libro che narrava della Vita di zio Piero e che tale libro era stato sc,ritto da un suo nipote, in verità fu proprio un suo nipote a promuovere la realizzazione del testo ma in qualità di consulente (essendo a conoscenza di vita e miracoli del nonno Piero) affidandosi, però alla penna dello scrittore Nello Rubattu. Ecco qui le due facce della copertina di questo libro-biografia. Lo scrittore a ha stilato tutte le 214 pagine del libro, immaginando che a parlare fosse lo stesso Pierre durante una sorta di intervista tesa a conoscerne i trascorsi avventurosi, i suoi viaggi e la sua vita, per gran parte e fino alla morte condotta a Sassari nell'ambiente degli ambulanti di Piazza Tola,
Non solo questo, ma anche dettagliati racconti di viaggi, lavoro e sue esperienze in giro per mezzo mondo e più.