mercoledì 10 giugno 2015

THATHARI E THATHARESI


0RIGINI: (qualche notizia)FIN DALLA “CORTE” ADIACENTE ALLA SORGENTE DELLE CONCE.

“Qui era sorto intorno al 1130 il palazzo del Re, la sede de sa corte, su Kitarone, sede del tribunale del re e de sa Kita de bujakesos, un complesso edilizio forse posticcio ma certamente molto vasto, con magazzini per il deposito di merci, con vasti cortili per buoi e cavalli, per carri e carraioli. Vi erano molti servi e serveTanti si accasarono tutt’intorno, tra Santa Maria e la valletta dell’ Eba Ciara ai confini di Bosove o in casupole primitive o in caverne scavate nei fianchi della valle del Rosello (molte ancora visibili). Era tutto un mondo di acquaioli insomati e di donne senza velo e Mariano Giudice e Re governava in mezzo a loro - subra a un carru -, come su un trono da carraiolo. In dimensione corporale , a tutta quella gente doveva apparire parco e sobrio come un cistercense, grasso e dignitoso come un abate. 
Nei momenti d’ira forse sembrava matto o ubriaco e nei momenti di quiete uno sciocco, condizionato dalla magia delle donne. Un vero EGUARDERI grasso che nessun cavallo regale e non regale poteva portare in groppa. Di fatto era come un patriarca biblico per la energia nel comandare e nell’agire, per la fedeltà al regno, alla famiglia e ai giuramenti, col cuore che non dormiva mai e con gli occhi aperti su TORRES e pisani, su Ardara e abati, su ville e vescovi. SASSARI nacque allora tra il 1073 e il 1110, in logu qui piaquiat al Giudice Eguardieri. I primi documenti che indicano il nome ufficiale del borgo - dicono gli storici - portano la data del 1131 e del 1135. Il pimo con data 1131, rilevato dal condake di San Pietro in Silki, cita un cero JORDI DE SASSARO. servo di BOSOVE, un po ladro e un po disertore; il secondo documento uff. datato1135. rilevato da un incartamento dell’Arcivescovo di Pisa Uberto, cita la < PLEBANIA SANCTI NICOLAI DE THATHARI > come chiesa più o meno dipendente o protetta dai Pisani. 
Sulla condizione servile di Jordi (GIORGIO) il Tola commentò: - Chissà cosa penseranno i miei concittadini quando sapranno che il loro progenitore era un servo! - Sul nome Sassaro o Saxaro, Thathari o Tattari, i dotti e gli indotti si sbizzarrirono fino all’inverosimile nella ricerca dell’etimo per poter attribuire alla città un origine antichissima quasi mitica. Il costa ancora scrisse: < Il nome antichissimo della città, certo imposto dai Pisani e Genovesi era Sassaro, chiamato ancor oggi dai sardi in generale Tatari, Zazzeri dai cagliaritani, Sassari dai sassaresi, Sacer e Saceri dagli aragonesi e dagli spagnoli >. Troppo semplice. Possibile che il volgo, dopo aver applicato al giudice Mariano il soprannome di eguardieri, non abbia dato un nome significativo, alla sarda , al logu qui li piaquiat?. Piaceva anche all’Arcivescovo di Torres, che aveva fatto costruire una casa di riposo a due passi dalla chiesa di S. Nicola e a due passi da Sa Corte. La villa o monastero di S. Pietro ebbe il nome specifico di Sirqui, Silqui, Siliqui, cioè Logu delle ghiande o delle querce ghiandifere. Il logu dell’ opera di S. Maria di Pisa o del lazzaretto di San Leonardo ebbe il nome di Bosove, cioé logu di buoi e di pecore. La Gran gobba calcarea sassarese ebbe il nome di Escala de Clocha, cioè salita a chiocciola. Pefgino la l’abbazia della SS. Trinità di Codrongianus ebbe il nome di Saccargia, cioè abbazia della vacca prosperosa, della biblica vacca grassa. Possibile dunque che il popolo abituato allora a dare nomi e soprannomi non abbia dato il nome al luogo ameno e prosperoso dove scorreva l’acqua limpida e chiara”.


codic

domenica 24 maggio 2015

1915 - 1918 (in occasione del centenario di entrata in guerra dell'Italia - 24 maggio 1915.)


La “GRANDE GUERRA” durò più di quattro anni, dall’agosto del 1914 all’ 11 novembre 1918; si svolse prevalentemente in Europa e su cinque Fronti:

Fronte occidentale << si estendeva per circa 1000 Km. ai confini della Conf. Elvetica >>

Fronte orientale << si estendeva per quasi 2000 Km dal mar Bianco al mar Nero >>

Fronte Turco (si suddivideva in tre parti): << esteso per 700 Km, dal mar nero al Caspio quello russo-turco; quello turco-inglese, che si estendeva in Mesopotamia per 500 Km. e dall’Egitto alla Palestina per 1000 Km; il Fronte turco-francese attestato lungo le frontiere del Libano>>

FRONTE  ITALIANO << APERTO NEL 1915, ESTESO PER 250 KM.(dal lago di Garda all'Adriatico)>>
Fronte Balcanico << esteso per 500 km. da Belgrado, in Iugoslavia, Valona, Albania>>.


La Germania doveva combattere su due fronti, quello occidentale ,contro la Francia e orientale, contro la Russia (ritenuta poco pericolosa).I generali di Guglielmo II contavano di ripetere la guerra lampo franco-prussiana del 1870, quando Parigi, cuore della nazione, era stata occupata dopo poche settimane di combattimenti. Per attaccare le difese francesi da nord, nel punto più debole, conveniva passare dal Belgio, che però si era dichiarato neutrale. Calpestando tutti i diritti internazionali, le truppe tedesche invasero brutalmente il Belgio ai primi di agosto del 1914; alla fine del mese erano a soli 40 Km. da Parigi.Fu qui, però, che la <guerra lampo> fallì . 
Tra il 6 e il 12 settembre, nel corso di una delle battaglie più sanguinose che la storia ricordi, l’esercito francese riuscì a fermare i tedeschi e a respingerli oltre il fiume Marna, dove restarono poi bloccati, prima di un nuovo attacco generale,per più di un anno. Gli eserciti dei due schieramenti scavarono buche e gallerie per decine e decine di chilometri e vi si sistemarono, sparandosi ogni giorno, continuando a provocare la morte di migliaia di uomini, riuscendo solo a spostarsi di pochi metri: era cominciata la terribile << GUERRA DI TRINCEA >> , le battaglie quotidiane della fanteria contro il nemico, ma anche contro il freddo, la fame, le malattie, la pioggia che allagava le trincee. Anche sul Fronte orientale i piani tedeschi si erano rivelati troppo ottimisti. I Russi, infatti, sebbene sconfitti in Prussia, più a sud si difesero validamente contro gli Austriaci, costringendoli a retrocedere. Nell’atlantico e nel Mare del Nord , intanto la Germania scatenava con i suoi sommergibili una micidiale offensiva contro il traffico mercantile tra i porti dell’Intesa. 


Questa attività avrebbe avuto probabilmente l’effetto di esaurire le capacità di resistenza della Francia e dell’Inghilterra, alle quali bloccava gran parte dei rifornimenti; ma si trasformò in una grave sconfitta diplomatica per la Germania quando cominciò a coinvolgere anche le navi dei PAESI NEUTRALI. (Il 7 maggio 1915, infatti, un sommergibile tedesco silurò il transatlantico LUSITANIA che affondò con i suoi 1200 passeggeri, tra i quali si trovavano molti Americani. Le proteste degli Stati Uniti provocarono l’arresto temporaneo della guerra sottomarina e permisero alla Gran Bretagna di irrigidire il BLOCCO ECONOMICO che aveva stabilito contro gli Imperi centrali). Ma veniamo all’Italia: lo scoppio della guerra ci aveva colti di sorpresa, ma il nostro Paese rimaneva neutrale per tre ragioni: (1°) - PERCHE’ si era ritenuto oltraggiato dagli alleati Austriaci che non l’avevano tempestivamente avvertito della loro intenzione di bombardare Belgrado; (2°) - PERCHE‘ la maggior parte del Parlamento e del Paese era contraria all’intervento nel conflitto; (3°) PERCHE' i Liberali giolittiani ritenevano l'Italia non pronta ad affrontare un conflitto .

Erano: < pacifisti > i cattolici, in particolare il nuovo Pontefice Benedetto XV°, e lo era anche la maggioranza dei socialisti, in contrasto con la maggior parte dei loro colleghi europei. Gli < interventisti > negli schieramenti politici più diversi e fra numerosi intellettuali, erano i socialisti riformisti, i repubblicani e gli irredentisti, oltre ai nazionalisti capeggiati dal poeta Gabriele D’Annunzio e da Benito Mussolini che era stato espulso dal partito socialista proprio per il suo acceso interventismo. Tutti costoro volevano la guerra contro l’Austria per Trento e Trieste; alcuni però sognavano un < bagno di sangue generatore> al termine del quale sarebbe nata un Italia nuova, autoritaria e forte. Esattamente in linea con queste tendenze agirono i tre uomini che decisero realmente l’entrata in guerra dell’Italia: il re V. Emanuele III°, il presidente del Consiglio Antonio Salandra e il ministro degli Esteri Sidney Sonnino. Senza consultare il parlamento, essi conclusero con gli Alleati (Inglesi e Francesi) il PATTO DI LONDRA ,   

un accordo segreto in base al quale, in caso di vittoria, l’Italia avrebbe ottenuto i territori del Trentino, dell’Alto Adige, dell’Istria e inoltre il protettorato sull’Albania. Alla fine Salandra ricevette i pieni poteri dal Parlamento e il 24 MAGGIO 1915 l’Italia dichiarò guerra alla sola Austria. Scavalcando il Parlamento su un tema così importante per la nazione, il re aveva avviato la monarchia sulla strada dell’autoritarismo e della 
anticostituzionalità. Il Parlamento Italiano fu praticamente forzato ad approvare il patto di Londra. L’Italia entrò in guerra a fianco della TRIPLICE INTESA : L’esercito venne schierato lungo una linea che andava dallo Stelvio a est, fino al Mare Adriatico nei pressi di Monfalcone,  a Ovest (Fronte Italiano). I soldati erano in parte volontari, ma soprattutto RICHIAMATI nell'esercito con l'arruolamento obbligatorio. Negli ultimi anni del conflitto, quando l'esercito era ormai decimato, furono chiamati alle armi anche i ragazzi
 di diciotto anni.
Anche sul Fronte Italiano si combatté una guerra di trincea.
Nel primo anno di guerra l’esercito italiano perse circa 250.000 uomini fra morti, dispersi e prigionieri.



Tutto il materiale presente in questo post resta di dominio dei legittimi proprietari, ivi comprese le foto reperite nel web. (©2015 Mario Grimaldi)

La fine del Giudicato di Torres




Nel lontano 1259, essendo rimasta da da sola e priva di discendenti aspiranti al trono, Adelasia di Torres nel suo testamento lasciò il trono nelle mani della chiesa.
Queste ultime sue volontà, non vennero assolutamente rispettate e scoppiò una violenta guerra tra i Doria e il Giudicato di Arborea. I due contendenti arrivarono alla pace nel 1293 e si spartirono equamente il regno mettendo per sempre fine al Giudicato di Torres.

Sassari non venne invece spartita e diventò una repubblica. Al governo venne messo un podestà. La città in quel periodo iniziò ad assumere le sembianze attuali. Ebbe una crescita di notevole spessore sia economico che culturale.
Venne edificata la cinta muraria e, oltre al palazzo del podestà, vennero costruite numerose chiese.
Nel 1295, in seguito alle pressioni di Papa Bonifacio VIII , Anagni fu sede di un trattato di pace tra i Franco Angioini e i Catalano Aragonesi.
Fu quella una manovra spericolata che vide nascere il regno di Sardegna e di Corsica affidato nelle mani degli Aragonesi, in cambio della restituzione alla chiesa
del Regno di Sicilia. Una operazione scellerata perchè non si tenne conto del fatto che la Sardegna aveva già un assetto politico-istituzionale ben collaudato.
Di cosa accadde in seguito ne parleremo in un altro capitolo. ( Per Sassari Storia - RUGGERO )


venerdì 1 maggio 2015

Sassari Storia di una città.

In questa città siamo diventati uomini e donne, qui vivono le nostre genti e vigono le nostre tradizioni,gli usi, le consuetudini e una lunga storia. 
Molti di Noi, costretti alla lontananza, non possono non sospirare pensando alla nostra SASSARI; se pur cittadini di altre città, nel ricordo degli anni più gioiosi e spensierati della loro vita qui trascorsi, non possono ignorare il loro cuore ricco di palpiti che 
li fa sentire vivi e che li inorgoglisce delle Loro origini.
In questi ultimi decenni la nostra città è stata investita da mutamenti di grande portata che ne hanno modificato a fondo la fisionomia, il modo di vita e di lavoro nonché, inevitabilmente, la mentalità dei suoi abitanti.
E' intendimento di questa Amministrazione ripercorrere, insieme a Voi che ci arricchirete coi vostri contributi, i momenti più importanti della storia, della cultura e delle quotidianità cittadine. Il tentativo è, dunque, quello di individuare i più significativi elementi di rinnovamento che caratterizzano la sua situazione odierna non trascurando nel contempo quegli aspetti di continuità che la legano al suo passato; tutti gli argomenti, le testimonianze, la storia, i personaggi illustri e non, gli aneddoti gli avvenimenti, LE FOTO,etc etc.. costituiranno i segmenti necessari per il raggiungimento del suddetto scopo.....




#sassari
Ieri abbiamo trasmesso uno showreel di quella che è stata la mole di lavoro del mese precedente. Oggi trasmettiamo un video un po' più curato per spiegare esattamente quale è la missione di Sassari Storia. Ricordiamo a tutti gli amici presenti sul nostro spazio, che noi non abbiamo bisogno e intenzione di trarre profitti da questo hobby. Tutto gratuito e tutto a disposizione degli iscritti. Anticipiamo che è in fase di esecuzione e di studio, il tanto agognato programma che di volta in volta racconterà gli aneddoti e le vicende storiche riguardanti la nostra magnifica città. Con l'ausilio degli esperti, si parlerà di storia attraversando i vari periodi. Chiediamo gentilmente a tutti i nostri amici/membri, di condividere questo video per rendere pubblica la nostra missione. Sassari storia... è sempre con Voi. PS : Chiunque avesse del materiale storico da inviarci, potrà farlo pubblicamente personalizzandolo e dotandolo di un minimo di recensione storica. Grazie per la vostra attenzione. ( Per Sassari Storia Manuela Trevisan ) #sassari
Posted by Sassari Storia Redazione on Mercoledì 29 aprile 2015

venerdì 17 aprile 2015

GUANTINO CATONI



A cura di   Mario Grimaldi





Il periodo di riferimento è il 1323 quando quel Gentiluomo sassarese (vissuto dalla seconda metà del sec. XIII° sino alla seconda del sec. XIV°) di nome GUANTINO CATONI, sostenne la necessità di cacciare i genovesi da Sassari e fu prescelto come ambasciatore della città presso l'infante Alfonso. In questa veste si recò a Iglesias per giurargli fedeltà. Ma in seguito mutò atteggiamento a causa del malgoverno dei nuovi venuti (Aragonesi) e, scoppiata la rivoluzione nel 1325, si schierò tra le file dei DORIA ponendosi a capo del partito anti-aragonese e per ciò fu esiliato con tutta la sua famiglia. I suoi discendenti, scoppiata la guerra tra Aragona e Arborea, si schierarono con quest'ultima.

Il figlio di Guantino : Bartolo Catoni, quando la sua famiglia fu esiliata nel 1325, si attivò per curarne gli interessi e per tutelare i figli di suo cognato Vinciguerra Doria. Dopo varie vicissitudini gli fu riconosciuto un feudo comprendente un vasto territorio nella curatoria della Balariana in Gallura e riuscì a recuperare una parte del patrimonio dei suoi nipoti.........
"< I CATONI erano una antica famiglia sassarese, le sue notizie risalgono agli inizi del secolo XIV°. Apparteneva a quella parte di oligarchia mercantile che non condivideva la dipendenza di Sassari da Genova, si estinsero nel XV° secolo">.
<<""Per quanto riguarda gli eventi prettamente storici del periodo, quando Sassari opto per la sottomissione al re di Aragona, appunto come su scritto, nel 1323 i suoi delegati si presentarono al campo dell' infante Alfonso e prestarono omaggio al re. Come già accennato, fu però un rapporto precario: infatti la popolazione sassarese abituata ad esser autonoma, non sopportava bene la nuova situazione, e sopratutto l'amministrazione totalitaria degli Aragonesi, per ciò, appunto nel 1325, spinta da Genova e dai Doria, SASSARI decise di ribellarsi dando inizio a un tempestoso periodo della storia della città.
Guantino Catoni - Ritratto di fantasia  composto da  Giuseppe Idile


Per meglio controllare la situazione gli Aragonesi edificarono il CASTELLO e addirittura paventarono l'ipotesi di disperdere la popolazione e di sostituirla con abitanti di provenienza iberica. SASSARI non si estraneo dall'avvicendarsi dei fatti conseguenti alla guerra tra i Doria ed Aragona: di fatto, durante il secolo XIV° i sassaresi furono assediati alcune volte e poi videro la città occupata dalle armate del giudice di Arborea. Dopo la battaglia di Sanluri cadde tra le grinfie del visconte di Narbona, ma la situazione non piacque a una parte dell'oligarchia mercantile che si schierò apertamente contro il visconte a favore di un ritorno della città sotto il re di Aragona, che avvenne nel 1417 . Le furono confermati gli antichi privilegi e la propria autonomia e, come città regia, prese parte nello Stamento reale al parlamento celebrato a Cagliari da Alfonso V° nel 1421. Nella seconda metà del secolo, dopo la morte del sovrano, mentre i rapporti della città con Giovanni II° si facevano meno felici, anche l'assetto cambiò e la vecchia oligarchia mercantile fu prevaricata dall'emergente classe feudale. Dal nuovo sovrano venne posta in atto una radicale riforma dell'amministrazione che comportava una drastica riduzione dell'autonomia della città; il conflitto con Sassari geloso custode dei propri privilegi, fu inevitabile ed alcuni eminenti cittadini che avevano sostenuto la ribellione pagarono duramente. Non venne evitato, tuttavia, che la riforma dell'amministrazione venisse messa in essere e che l'autonomia fosse di tanto ridotta; nel corso del secolo la città risenti anche della mutata situazione nella quale il regno di Sardegna si trovava, l'isola infatti era oramai ridotta ad un piccolo regno di frontiera appartenente ad un impero impegnato in una lotta per la supremazia mondiale,"">>.

giovedì 16 aprile 2015

"IL RACCONTO DELLA CIVILTA' NURAGICA

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A cura del: Prof. Giuseppe Idini


    Sulle orme del grande Mario Grimaldi, Considerato che siamo Sardi, con la S maiuscola, affronterò a puntate, sintetizzandolo, il "Racconto della civiltà Nuragica" Consapevole di non dire niente che già non sapete, ma speranzoso di stimolare il vostro interesse e vostre gradite integrazioni.

     La Civiltà Nuragica si è sviluppata dall'età del bronzo fino all'età del ferro, comprendendo un periodo che va dal 1700-1600 a.C. alla definitiva conquista dell'isola da parte dei Romani 111 a.C.. Viene fatta risalire, come periodo iniziale, alla prima età del bronzo (prima fase).Il suo aspetto peculiare comprende non solo la torre nuragica con un primitivo villaggio, ma anche ceramiche con decorazione a pettine e bronzi d'uso. 

     Al bronzo medio si fa risalire la (seconda fase), è di questo periodo l'architettura elaborata e monumentale delle tombe dei giganti, prendono fisionomia i luoghi di culto denominati templi a pozzo, con cerimonie legate al culto dell'acqua. Nella (terzo fase) raggiunse il suo apogeo la navigazione Micenea, attratta verso l'isola dalle per le sue risorse minerarie. In questo periodo si registra un sensibile progresso di tutto il contesto nuragico, i nuraghi si circondano di atemurali, i villaggi si articolano in gruppi complessi di capanne, le tombe e i templi moltiplicano le loro tipologie costruttive e raffinano la tecnica edilizia inoltre si assiste a una forte corrente di importazione di oggetti metallici legati alla metallurgia dell'isola di Cipro. (Quarta fase),Nella prima età del ferro la produzione bronzistica raggiunge livelli di altissima specializzazione con la produzione di centinaia di statuette, navicelle votive e altri oggetti ornamentali. La ceramica mostra forme eleganti ed elaborate decorazioni dette geometriche. A questa fase si fa risalire anche la grande statuaria di pietra. L'ultimo periodo (quinta fase) è contemporaneo alla fondazione delle prime città Fenice, le ricerche archeologiche vanno documentando una prosecuzione della vita ai margini del mondo Punico e Romano, le caratteristiche della cultura materiale presentano molti significativi cambiamenti, come ad esempio l'uso del tornio per le ceramiche.


LA SOCIETA' NURAGICA

Come i Neolitici e i Protosardi, anche i Nuragici hanno raggiunto la regione da numerose aree del mediterraneo, soprattutto dalla penisola Iberica e dalle coste Africane. La società nuragica appare divisa in classi sociali, la maggioranza del popolo formava la plebe, costituita da pastori, agricoltori , servi pastori, artigiani e piccoli commercianti. Rsalendo la piramide sociale troviamo i sacerdoti ( di ambo i sessi), i nobili latifondisti ed i guerrieri. Al vertice della piramide stava il Re del piccolo stato e grande patriarca della tribù.. Il Re pastore nuragico è un capo assoluto con un Consiglio degli anziani e riassume in se il potere politico, militare religioso e giurisdizionale.

Il metodo costruttivo della Tholos Micenea, è simile ma non uguale a quello del Nuraghe. Nella costruzione Micenea, le pietre vengono disposte a cerchi paralleli con raggio sempre più piccolo . Man mano che la costruzione cresce in altezza, la pseudo cupola tende a collassare all'interno, per questo motivo si rende necessario accumulare sulla costruzione una notevole quantità di terra che con il suo peso contribuisce a stabilizzarla. Praticamente si crea una collina artificiale, che nasconde la struttura, ed alla costruzione si accede attraverso un corridoio ( dromos), le cui pareti laterali, avvicinandosi all'ingresso, aumentano progressivamente in altezza . In sintesi senza la terra questo tipo di costruzione non potrebbe stare in piedi. Il Nuraghe, ben visibile esternamente, si erge maestoso e generalmente senza fondamenta, perché rese superflue dalla sua stessa massa, questo dipende anche dalla natura del terreno sul quale viene edificato . L'ipotesi più comune del nome Nuraghe è “ cumulo di pietre con cavità interna” , la forma basilare è quella di un tronco di cono sormontato da un terrazzo sporgente. All'interno della camera , generalmente circolare, nelle forme più comuni ,si aprono tre nicchie. All'ingresso, nello spessore dei muri, troviamo a dx una nicchia e a sx una scala elicoidale che conduce al piano superiore o al terrazzo. Per ciascuno di questi elementi esistono numerose varietà ed eccezioni: la camera può essere ellittica , le nicchie possono essere una o due, la nicchia di guardia può essere a sx e la scala a dx, possono esserci altri collegamenti interni, ed esistono scale che partono dalle camere etc.. La copertura delle camere è generalmente a falsa cupola(Tholos), ogivale quella dei corridoi e delle scale, e può essere a piattabanda quella di altri vani.
Le porte d'ingresso prevedono l'impiego di un'architrave, poggiante su piedritti, sormontata da due pietre che non si congiungono al centro, aventi funzione di scarico del peso sui piedritti.
L'orientamento dell'ingresso va da Est ad Ovest , ma di preferenza è rivolto a Sud. La muratura è sempre di spessore notevole. Non si sa con precisione come il Nuraghe venisse eretto, certamente non si tratta solo di una muratura esterna riempita di terra , ma è certamente una massiccia struttura dove ogni pietra, ben legata ai lati ,si muove verso l'interno. Soprattutto è ignoto come venissero sollevati i ciclopici blocchi oltre il primo piano. E' certo che al momento della collocazione venissero sbozzati e adattati a quelli già sistemati, è escluso l'uso di malte e leganti.
Una costante nella varietà delle costruzioni nuragiche è la presenza del terrazzo che coronava ogni torre e la muratura di rifascio. Al Nuraghe venivano spesso aggiunte altre torri, fino a cinque variamente disposte e collegate da possenti murature, ottenendo così nuraghi bilobati , trilobati , quadrilobati e pentalobati. Tra la torre centrale e le parti aggiunte, venivano ricavati dei cortili che consentivano la comunicazione tra le varie torri. Come abbiamo detto, il numero delle torri e la disposizione dei cortili varia, contribuendo a rendere ogni Nuraghe un monumento unico. Nei Nuraghi a pianta complessa, veniva aggiunta un'ulteriore cinta esterna detta antemurale. Dei circa 8.000 Nuraghi censiti solo pochi sono stati scavati, ancora meno sono quelli nei quali lo scavo ha interessato anche l'esterno e non più di una dozzina può dirsi esplorata integralmente.
Questo suggerisce prudenza nell'esprimere ipotesi. Il problema appare ancora più serio, se si parla di strutture particolari quali i Nuraghi a corridoio, la cui caratteristica e quella di non avere copertura a Tholos, ma di essere costituiti da uno o più corridoi coperti, nicchie e passaggi comunicanti. In località impervie come la Gallura, la Tholos veniva disinvoltamente abbandonata a vantaggio dell'utilizzo di spazi e ambienti ricavati nelle cavità naturali della roccia. 
Curiosità---
Sono stati trovati: oltre 8000 nuraghi, più di 300 tombe dei giganti , circa 400 bronzetti ed ancora più di 30 templi con pozzo sacro.

Il Nuraghe più alto, Santu Antine (Torralba)mt.23-- quello più grande Su Nuraxi (Barumini) –
il più elevato Nostra Signora del Monte (Fonni) a 1,250mt..
Il Villaggio più grande (Barumini) con 200 capanne---- il più elevato Ruinas (Arzana) a 1.197 mt.
modello per frame

giovedì 9 aprile 2015

FASI DELLA DOMINAZIONE ROMANA.


ACURA DI: Mario Grimaldi





La storia della Sardegna durante l'egemonia romana può dividersi, 

a detta degli studiosi, in tre fasi:





1^ fase - Corrisponde all'Età Repubblicana (dal 238 al 38.C.) caratterizzata da una serie pressoché ininterrotta di campagne militari con cui Roma mirava a fiaccare l'indomita resistenza dei Sardi. Questo periodo vide i Sardi battersi contro i legionari romani con grande accanimento, senza esclusione di colpi;


2^ fase: detta della <Pax Romana>. Coincide con i tempi aurei dell'impero (dl 38 a.C. e sino al III° sec. d. c.), appare questya evidenziata dal sorgere di numerose opere pubbliche - soprattutto strade - che contribuirono a migliorare le condizioni dell'isola e a introdurvi la civiltà romana: in questo periodo vanno diffondendosi la lingua latina e, sia pure timidamente, la religione cristiana;



3^ fase - detta fase del declino: Parallela a all'età del Basso Impero (metà del III° sec. e fino al 455), vede l'isola precipitare in una progressiva decadenza che ne impoverisce l'economia, stremandola. Ma è anche l'epoca che vede propagarsi il Cristianesimo in forma più matura e decisiva.




I Fatti in Breve:

241 a. C.

Scacciati dai Sardi, i mercenari cartaginesi i in rivolta invocano l'intervento di Roma;


238

Campagna del Console Tiberio Sempronio Gracco


235

Campagna del Console Tito Manlio Torquato;


234

Campagna del Console Spurio Carvilio;


233

Campagna del Console Pomponio Mathone;



232

Campagna dei Consoli Publicio Malleolo e Marco Emilio;



231

Campagna del Console Pomponio Mathone contro gli Iliési;

Campagna del Console Papirio Masone contro i Corsi;


227

Con la Corsica la Sardegna forma la seconda Provincia Romana;


225

Campagna del Console Attlio Regolo;



215

Campagna del Console Tito Manlio Torquato (battaglia di Cornus);


198

Catone il Censore governa l'isola con saggezza e onestà, cacciandone via i funzionari corrotti;


179

rivolta degli Iliési e dei Balàri;


177

Campagna del Console Tiberio Sempronio Gracco: 27.000 <ribelli> cadono nella battaglia;


126

Il famoso tribune della plebe Caio Gracco governa saggiamente e alleggerisce le imposte;



111

Campagna del Console Cecilio Metello, che ottiene l'ottavo ed ultimo trionfo sui Sardi. L'isola appare domata.




IL GRANDE SCONTRO

Nel 238 a.C. dunque, ha inizio la conquista della Sardegna , e la tabella dei fatti su in breve ce ne ricorda le principali tappe: il primo particolare che colpisce è il gran numero di campagne militari intraprese dai Consoli Romani pe avere ragione degli irriducibili Sardi. Questi, evidentemente, opposero una durissima reazione , e non è difficile capire che una resistenza così accanita non poteva partire dalle sole e isolate tribù nuragiche dell'interno: doveva essere, invece, il risultato di una organizzazione abbastanza efficiente da parte di tutti i Sardi, dando la parvenza di una fortissima parevano non esistere più individualismo e frazionamento politico, ma spesso le apparenze ingannano.